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L'analisi e l'informativa della dinamica finanziaria d'impresa: modelli a confronto

Il Conto Economico e lo Stato Patrimoniale permettono di analizzare le dinamiche reddituali e patrimoniali che hanno caratterizzato la struttura aziendale nel periodo di riferimento dell’analisi . Questi due documenti non consentono di esplicitare un importante aspetto della gestione aziendale: le dinamica concernente i flussi finanziari e monetari . Lo rstrumento idoneo a tale scopo è il Rendiconto finanziario, che permette di analizzare la dinamica finanziaria del periodo e di risalire alle cause che hanno potuto influire sulla modifica qualitativa e quantitativa della struttura patrimoniale dell’impresa . Il Rendiconto finanziario non gode, a differenza del Conto Economico e dello Stato Patrimoniale, del riconoscimento legislativo da parte della disciplina civilistica, riguardante le norme che regolano la formazione del Bilancio d’esercizio principi contabili nazionali e internazionali, invece, recepiscono l’utilità segnaletica dei prospetti di analisi dei flussi finanziari, inserendo il Rendiconto finanziario all’interno del pacchetto informativo del Bilancio d’esercizio. Quindi la mancanza di uno specifico obbligo legislativo non ha certamente contribuito alla diffusione e all’utilizzo degli strumenti necessari per l’analisi della dinamica finanziaria, la quale non assume la stessa rilevanza data alle dinamiche economiche e patrimoniali, nonostante sia di notevole importanza per valutare tra l’altro la capacita della gestione di generare cassa(autofinanziamento) . In tal senso, il presente lavoro intende delineare le tematiche principali concernenti l’analisi e l’informativa della dinamica finanziaria d’impresa, mettendo in luce le diverse tecniche di analisi dei flussi, delineando a 360 gradi le caratteristiche, le tecniche di costruzione e le capacità segnaletiche delle varie configurazioni che il rendiconto finanziario può assumere e senza tralasciare il contenuto dei Principi Contabili nazionali e internazionali di riferimento.
La trattazione si compone di due parti: quella teorica e quella operativa. La parte teorica si sviluppa su tre direttrici contenute rispettivamente dei capitoli uno due e tre.
Nel capitolo uno si analizzeranno gli strumenti necessari per studio della dinamica finanziaria, partendo dalle variabili fondamentali della stessa quali i flussi di cassa e di capitale circolante netto per arrivare passo dopo passo a un primo schema sintetico d’aggregazione dei flussi finanziari attraverso il modello delle quattro aree, che evidenzia le zone gestionali che assorbono o generano risorse finanziarie.
Negli ultimi paragrafi del capitolo saranno poi analizzati i legami che collegano le fasi del ciclo di vita dell’azienda alla dinamica finanziaria e il ruolo che il capitale circolante assume nella gestione d’impresa, evidenziando le determinati che influenzano la sua movimentazione e formazione.
La seconda linea direttrice, raccolta nel capitolo due, tende a mettere in luce le caratteristiche, le potenzialità informative e le diverse tipologie di rendiconto finanziario.
Saranno dapprima descritte la tecnica base di costruzione e le origini storiche dei modelli di analisi dei flussi, per poi passare ad analizzare e a criticare gli orientamenti e i modelli di rendiconto finanziario proposti dai principi contabili Nazionali(cndcr), Internazionali, dall’Assonime(Associazione Italiana società per Azioni) e dalla letteratura(rendiconto delle risorse finanziarie totali) .Nel terzo capitolo saranno messe in luce le caratteristiche interpretative e informative dei diversi modelli di Rendiconto finanziario(basati sui flussi di cassa, di circolante e sulle risorse finanziarie totali sia in chiave storica che prospettica , evidenziando anche i pregi e i difetti di ogni singola tipologia di prospetto.
Il lavoro si conclude con la parte operativa al capitolo quattro, dove viene svolta una ricerca empirica tendente ad evidenziare le modalità di presentazione da parte di cinque società quotate a piazza affari(la borsa valori di Milano) del proprio rendiconto finanziario con riferimento all’esercizio 2005.
Lo scopo principale della ricerca è quello di verificare se sia possibile riscontrare una certa omogeneità tra i vari modelli e quale sia il grado d’applicazione delle disposizioni contenute nel principio contabile Internazionale Ias numero 7, che contiene le indicazioni sul rendiconto finanziario.

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4 INTRODUZIONE Il Conto Economico e lo Stato Patrimoniale permettono di analizzare le dinamiche reddituali e patrimoniali che hanno caratterizzato la struttura aziendale nel periodo di riferimento dell’analisi Questi due documenti non consentono di esplicitare un importante aspetto della gestione aziendale: le dinamica concernente i flussi finanziari e monetari Lo strumento idoneo a tale scopo è il Rendiconto finanziario, che permette di analizzare la dinamica finanziaria del periodo e di risalire alle cause che hanno potuto influire sulla modifica qualitativa e quantitativa della struttura patrimoniale dell’impresa Il Rendiconto finanziario non gode, a differenza del Conto Economico e dello Stato Patrimoniale, del riconoscimento legislativo da parte della disciplina civilistica, riguardante le norme che regolano la formazione del Bilancio d’esercizio I principi contabili nazionali e internazionali, invece, recepiscono l’utilità segnaletica dei prospetti di analisi dei flussi finanziari, inserendo il Rendiconto finanziario all’interno del pacchetto informativo del Bilancio d’esercizio. Quindi la mancanza di uno specifico obbligo legislativo non ha certamente contribuito alla diffusione e all’utilizzo degli strumenti necessari per l’analisi della dinamica finanziaria, la quale non assume la stessa rilevanza data alle dinamiche economiche e patrimoniali, nonostante sia di notevole importanza per valutare tra l’altro la capacita della gestione di generare cassa(autofinanziamento)

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Luciano Leo Contatta »

Composta da 339 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.