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Le complementarità: linguaggio e categorie per l'elaborazione di una strategia aziendale di successo

L'elaborato esplora un nuovo approccio allo studio del vantaggio competitivo: le complementarità. La prima parte si concentra su una panoramica sulla letteratura, mentre la seconda si propone di applicare il modello interpretativo all'azienda Baxi SpA di Bassano del grappa, operante nel settore riscaldamento.

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3    L’oggetto dell’elaborato è una teoria sul vantaggio competitivo aziendale. Innanzitutto si chiarisce che per vantaggio competitivo si intende il risultato di una strategia che permette all’impresa di occupare e mantenere un posizionamento favorevole nei mercati in cui essa opera e che tendenzialmente si traduce in una redditività superiore a quella media dei concorrenti effettivi e potenziali. (Calcagno, 1996: 37) Qual è l’utilità di un modello sul vantaggio competitivo? Che rapporto ha con la strategia aziendale? Sicuramente il modello va ad incidere sulla strategia. Esso va a costituire la sovrastruttura di riferimento, quell’ideologia dominante che guida le scelte relative alla struttura (cioè la formulazione della strategia e conseguentemente la pianificazione della gestione operativa). Rintracciare le cause del vantaggio competitivo vuol dire capire quali strade l’impresa può percorrere per creare valore e per mantenerlo. In altre parole, le teorie forniscono degli occhiali mediante i quali l’impresa è in grado di leggere la sua realtà interna ed esterna per impostare una strategia aziendale di successo. C’è da aggiungere, però, che non c’è solamente una logica top-down nel rapporto tra teoria e strategia, ma c’è anche un flusso ascendente. I casi di strategie aziendali di successo o insuccesso forniscono un riscontro sul campo che dà un giudizio su quanto la teoria centri l’obiettivo, cioè quello di dare gli strumenti più adatti per elaborare la strategia. Sono proprio i casi meno fortunati che mettono continuamente in discussione la validità di una teoria sul vantaggio competitivo e ne stimolano ulteriori evoluzioni. Detta à la Popper, la teoria rimane in piedi finché la realtà non la falsifica: quando le vicende aziendali non confermano più i presupposti del modello, allora si cerca di colmare i gap elaborando un’altra teoria. E’ sotto questa luce che si andranno a vedere le teorie sul vantaggio competitivo dagli anni ’60 ad oggi, e si cercherà di evidenziarne ogni volta i punti di discontinuità con le precedenti. Dunque, la presentazione del modello oggetto dell’elaborato, la teoria delle complementarità, parte dalla rassegna dei suoi predecessori, prologo utile per comprendere meglio le finalità che si propone. Si farà un confronto con la Scuola Havardiana, con Porter e con la Resource Based View (Capitolo 1). Nel capitolo successivo viene descritta nei suoi assunti principali e negli strumenti che propone per raggiungere il vantaggio competitivo. Si noti che la scelta di aver denominato la nuova impostazione come “teoria delle complementarità” è arbitraria e non vincolante. Come si vedrà nel Capitolo 2, essa è l’insieme di una serie di contributi provenienti da diverse discipline e, a mio avviso in corso di formalizzazione. Tutti, però, fanno riferimento

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Erica Pegoraro Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1675 click dal 05/10/2006.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.