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Il successo delle Barbie islamiche : il giocattolo come strumento di riappropriazione identitaria o come mezzo di inclusione nelle logiche globali del mercato?

Il presente lavoro procede per gradi : prende le mosse dai rapporti tra cultura e globalizzazione per chiedersi se il mondo stia procedendo verso l'edificazione di una unica cultura planetaria o se alternative sono possibili. La risposta che viene fornita non e' ovviamente di tipo totalizzante ma critico-speculativo: il modello occidentale si sta diffondendo e cio' avvia fenomeni di omologazione contro i quali e' da tempo in atto la difesa dell specificita' culturali; una difesa che a prima vista pare improntata ad una cultura di esclusione ma che ad una analisi piu' approfondita si definisce come una forma peculiare di cultura di integrazione, magari non chiaramente percepita. E' in un contesto del genere che sta avendo luogo l'occidentalizzazione della cultura islamica. Il caso delle bambole Razanne e Fulla e' un classico caso di studio che dimostra che anche le rivendicazioni di identita' ( o quelle che sono interpretate come tali) possono celare fenomeni di omologazione, se non proprio di integrazione. Questo perche' certi fenomeni hanno una determinata forma ma una ben diversa sostanza.
Il tema affrontato e' stato approcciato in tre modi diversi : in primo luogo facendo riferimento ad una bibliografia di carattere tradizionale; in secondo luogo andando a sondare la cospicia webgrafia che riguarda le bambole in oggetto; infine con il vecchio ma sempre valido metodo delle interviste ai protagonisti ( i produttori delle bambole stesse). La webgrafia e le interviste ci hanno consentito di analizzare da vicino i casi delle bambole Razanne e Fulla, ma tale indagine sarebbe risultata completamente fine a se stessa se non fosse stata possibile inquadrarla in una problematica critica che e' quella di sforzarsi di comprendere se la globalizzazione, con tutte le sue dinamiche, non possa per caso costituire la fonte di nuove forme di diversita', ricche di implicazioni culturali significative e tutt'altro che fini a se stesse: fenomeni che si svolgono spesso sotto la superficie, ma che sono molto piu' importanti, innovativi e duraturi di quelli su cui si concentra l'attenzione generale.

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1 INTRODUZIONE La vulgata intorno al fenomeno denominato “globalizzazione” tende a proporcene un’immagine spesso stereotipata, soprattutto per quanto si riferisce alla cultura di massa. Proprio in quest’ambito, si sente spesso parlare della globalizzazione come un processo che tende alla cancellazione delle specificità culturali in favore di pacchetti simbolici standardizzati e preconfezionati, veicolo dell’espansione dei mercati di beni di consumo occidentali su tutto il nostro pianeta. Attraverso le sempre crescenti capacità dei mezzi di comunicazione di massa, che sembrano ormai non avere nessun tipo di confine – si pensi alla rete Internet –, il mondo dei produttori di beni e servizi, facente capo a organizzazioni multinazionali, si sarebbe familiarizzato nell’imposizione di modelli di comportamento e di pratiche sociali funzionali all’aumento dei profitti, senza alcuna possibilità, da parte dei consumatori, di far valere istanze divergenti in quest’ambito; secondo questa concezione, il campo della cultura non sarebbe altro che un particolare aspetto di una vera e propria “gestione” della vita del nostro pianeta da parte di poteri economici forti. Se non possiamo sconfessare in toto un’idea di globalizzazione intesa come uniformazione e dunque perdita di specificità a vari livelli, che in parte ci è confermata anche attraverso banali evidenze della nostra vita quotidiana (aumento della grande distribuzione organizzata in catene commerciali, diffusione dei format televisivi, crescente egemonia sul mercato di un ristretto numero di marchi fortemente pubblicizzati, etc.), sicuramente possiamo contestare il fatto che i multiformi processi ascrivibili alla globalizzazione siano riconducibili ad un’unica matrice egemonica. Al contrario, «il significato più

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Sociologia

Autore: Giovanni Carullo Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2483 click dal 06/10/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.