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I flussi migratori ed il problema della tratta degli esseri umani

La tesi analizza gli aspetti e le differenze tra i reati della "tratta" e del "traffico" di esseri umani alla luce dell'excursus normativo italiano europeo ed internazionale in materia di immigrazione. Approfondendo l'aspetto dei flussi, delle rotte e dei modelli di sfruttamento connessi a questi fenomeni.

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4 INTRODUZIONE Il fenomeno delle migrazioni massicce si è imposto nell’ultimo decennio all’attenzione degli Stati europei in maniera nuova ed improvvisa 1 ed è stato affrontato nella sua drammaticità con strumenti normativi emergenziali. Tale fenomeno rappresenta la conseguenza di una pluralità di fattori concomitanti, di ordine demografico, bellico, delinquenziale, etnico, economico e religioso, ma le cause scatenanti sono riconducibili alle crescenti disuguaglianze tra i Paesi occidentali industrializzati e quelli in via di sviluppo economico o sottosviluppati, e alla tendenziale instabilità politica che caratterizza alcune aree del pianeta 2 . Il territorio italiano, in particolare, è stato ed è tuttora particolarmente esposto a diverse ondate migratorie, per la sua posizione geografica di immediata vicinanza con i paesi extraeuropei dell’area balcanica e di collegamento diretto via mare con Paesi a rischio come l’Albania, il Montenegro e la Turchia, nonché perché si presenta come meta di transito verso altri Stati, corridoio per l’ingresso illegale in Europa. L’emergenza con cui il fenomeno è stato inizialmente affrontato ha provocato un abbassamento dei limiti di tolleranza sociale nei confronti della popolazione straniera immigrata, in conseguenza dei notevoli problemi di ordine pubblico e di sicurezza interna che inevitabilmente essa ha comportato. In realtà, le fattispecie di reato ascrivibili agli immigrati, spesso illegali, presenti nel nostro territorio sono espressione di una microcriminalità specialistica, giovanile e metropolitana, spesso rapportata ai bisogni di una particolare condizione di vita, caratterizzata da situazioni di marginalità e non inserimento nell’economia legale, e provocano un diffuso allarme tra i cittadini. Tale allarme è poi alimentato dall’impressione, non fondata, che gli immigrati delinquano più dei connazionali, impressione avvalorata da esasperazioni giornalistiche e da utilitarismi elettorali di alcuni schieramenti politici. In realtà, però, i reati di maggiore gravità e con più gravi conseguenze sociali, come quelli tipici della criminalità organizzata, restano appannaggio di gruppi nazionali; lo stesso traffico di stupefacenti vede gli extracomunitari inseriti ai livelli più 1 Non essendo questo lavoro la sede opportuna per un’analisi delle risposte politico-sociali approntate si rinvia per lo svolgimento di tale affermazione e di altre che seguiranno all’analisi del fenomeno presente in COLUCCIA A., FERRETTI F., Immigrazione: nuove realtà e nuovi cittadini, Milano, 1998. 2 PEPINO L., Immigrazione, politica, diritto, in Questione Giustizia, 1999, 1, pp. 23 e ss.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marianna Coco Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7683 click dal 18/10/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.