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L’evoluzione della normativa tecnica in ambito europeo: la marcatura CE degli aggregati per uso stradale e ferroviario.

La Direttiva 89/106/CEE ha costituito il punto di partenza per la marcatura CE dei prodotti da costruzione, con l’obiettivo di abbattere, per essi, le barriere economiche e tecniche in seno alla Comunità Europea. Tra i prodotti suddetti, ampio spazio è riservato agli aggregati ed ai filler ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, industriali o riciclati.
La presente tesi riguarda in particolare la certificazione di prodotto degli aggregati utilizzati nella realizzazione delle sovrastrutture stradali e ferroviarie.
La certificazione degli aggregati ha estrema importanza nel settore delle costruzioni, non soltanto per la codifica di norme armonizzate che sostituiscono le attuali disposizioni normative locali, con differenze spesso più formali che sostanziali, ma anche e soprattutto in relazione all’effetto di sensibilizzazione dei produttori al problema, con il coinvolgimento degli stessi in questioni tradizionalmente considerate prerogativa dei tecnici del settore.
In tal senso, la marcatura può favorire il dialogo tra i tecnici ed i produttori, che si avviano ad assumere consapevolezza delle caratteristiche geometriche, fisiche e chimiche dei propri prodotti.
Inoltre, la fruizione esclusiva delle norme preesistenti da parte dei tecnici ha finora favorito un sistema di controlli in cantiere, che nel tempo sarà sostituito dal controllo continuo del prodotto in impianto, con piena assunzione di responsabilità da parte del produttore riguardo alle caratteristiche dei materiali commercializzati.
Altro aspetto fondamentale è, senza dubbio, quello legato ai vantaggi dell’univocità delle designazioni prescritte dalle norme europee, derivanti dal processo di marcatura, che si contrappone alla molteplicità delle definizioni commerciali esistenti, generalmente influenzate da consuetudini locali, piuttosto che dalla rispondenza a precise classificazioni.
Inoltre, l’obbligo della marcatura CE degli aggregati induce le figure professionali coinvolte a porre maggiore attenzione nella scelta di tali materiali, a partire dalla fase di progettazione dell’opera fino alla realizzazione della stessa; ciò presuppone una conoscenza approfondita delle codifiche previste dalle norme europee al fine di una valutazione più consapevole delle caratteristiche dichiarate dai produttori. In tal senso si vuole sottolineare l’aspetto divulgativo del presente lavoro, che investe diversi ambiti professionali, soprattutto in considerazione della diffusa disinformazione riscontrata nel corso di una indagine condotta nel territorio siciliano.
La tesi è articolata con una parte introduttiva riguardante la certificazione dei prodotti da costruzione, con particolare riferimento agli aggregati, e si concretizza nella marcatura CE degli inerti per sovrastrutture stradali e ferroviarie, illustrando, attraverso una estesa indagine sperimentale, i metodi di prova definiti dalle norme europee, a confronto con le analoghe procedure previste dalla normativa italiana preesistente.
La verifica sperimentale è stata condotta su aggregati siciliani provenienti da tre diverse province.
È stato infine simulato un vero e proprio processo di qualificazione, testando e riclassificando i materiali a partire dalle tradizionali denominazioni commerciali e giungendo alla marcatura CE di alcuni dei prodotti esaminati.

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Introduzione 1 INTRODUZIONE La Direttiva 89/106/CEE ha costituito il punto di partenza per la marcatura CE dei prodotti da costruzione, con l’obiettivo di abbattere, per essi, le barriere economiche e tecniche in seno alla Comunità Europea. Tra i prodotti suddetti, ampio spazio è riservato agli aggregati ed ai filler ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, industriali o riciclati. La presente tesi riguarda in particolare la certificazione di prodotto degli aggregati utilizzati nella realizzazione delle sovrastrutture stradali e ferroviarie. La certificazione degli aggregati ha estrema importanza nel settore delle costruzioni, non soltanto per la codifica di norme armonizzate che sostituiscono le attuali disposizioni normative locali, con differenze spesso più formali che sostanziali, ma anche e soprattutto in relazione all’effetto di sensibilizzazione dei produttori al problema, con il coinvolgimento degli stessi in questioni tradizionalmente considerate prerogativa dei tecnici del settore. In tal senso, la marcatura può favorire il dialogo tra i tecnici ed i produttori, che si avviano ad assumere consapevolezza delle caratteristiche geometriche, fisiche e chimiche dei propri prodotti. Inoltre, la fruizione esclusiva delle norme preesistenti da parte dei tecnici ha finora favorito un sistema di controlli in

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Alessandro Noto Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1955 click dal 19/10/2006.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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