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Politiche della concorrenza: un esempio relativo alle pratiche discriminanti

Informazioni tesi

  Autore: Enrico Leida
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giacomo Vaciago
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Le politiche della concorrenza si sono sviluppate per cercare di garantire un certo equilibrio tra le parti in causa in modo che nessuna di queste potesse in qualche maniera abusarne. Da un punto di vista storico le politiche della concorrenza hanno avuto un origine diversa a seconda che ci si trovi da una parte o dall’altra dell’Atlantico. Personalmente mi sono soffermato sulle politiche della concorrenza della Comunità europea e, in particolare, sulle intese verticali restrittive della concorrenza.

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Introduzione 3 Introduzione In questo lavoro ho cercato di riflettere il mio interesse per le politiche della concorrenza. Sin dai tempi più antichi gli esseri umani si sono alleati, contrastati per cercare di trarre il maggior profitto possibile dalle proprie azioni. Con il passare del tempo le interazioni si sono moltiplicate così come si sono moltiplicati gli attori. Le politiche della concorrenza si sono sviluppate per cercare di garantire un certo equilibrio tra le parti in causa in modo che nessuna di queste potesse in qualche maniera abusarne. Da un punto di vista storico le politiche della concorrenza hanno avuto un’origine diversa a seconda che ci si trovi da una parte o dall’altra dell’Atlantico. Personalmente mi sono soffermato sulle politiche della concorrenza della Comunità europea e, in particolare, sulle intese verticali restrittive della concorrenza. La disciplina delle intese verticali rappresenta uno dei settori più vivaci e in evoluzione nel sistema della concorrenza comunitaria. Dopo un'impostazione rigida, di durata più che trentennale, grazie alla quale si è creato un ambito di applicazione uniforme all’interno del territorio europeo, sono emerse, prepotentemente, esigenze di cambiamento, inconvenienti di tipo procedurale e sostanziale, istanze di decentramento nell’applicazione delle regole di concorrenza; l’evoluzione di un settore dinamico e in continuo cambiamento come quello della distribuzione ha portato ad un radicale ripensamento della disciplina delle intese verticali. L'importanza della distribuzione nel processo produttivo è evidente, quasi la totalità dei prodotti sfrutta il sistema della distribuzione per giungere al consumatore. Nel Libro Verde sulle restrizioni verticali nella politica di concorrenza comunitaria 1 , al par. 15, si afferma: "La distribuzione non va considerata solo come un settore ma come un processo o una funzione dell'economia. Essa svolge di per sé una funzione che comporta un valore aggiunto. All'inizio degli anni ‘90, circa 4,5 milioni di imprese (il 29.4% del totale) esercitavano attività di distribuzione nella Comunità europea (CE); 3,4 milioni al dettaglio e 1,1 milioni all'ingrosso". 1 Libro Verde sulle restrizioni verticali nella politica della concorrenza, COM (96) 721 def, Bruxelles 22.1.1997.

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Parole chiave

accordi verticali
commissione europea
comunità europea
concorrenza
corte di giustizia ue
distribuzione
economia monetaria
mercato automobilistico
politica economica
pratiche discriminanti
restrizioni della concorrenza
volkswagen

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