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Il tempo scettico

Lo scopo peculiare del presente elaborato è l’ analisi della dossografia sul concetto di tempo , condotta da Sesto Empirico nel secondo libro del Contro i Fisici (M X) ai §§ 169-188 . Il contributo si struttura in tre capitoli , dei quali il primo si occupa dello sviluppo storico del concetto di tempo da Omero ed Esiodo sino a Plotino , dando maggiore preminenza ai filosofi che più da vicino interesseranno la confutazione sestana , quali Platone , Aristotele , Epicuro e gli Stoici , con una sintetica appendice dedicata al Cristianesimo antico .
Il primo capitolo , inoltre , seppure quantitativamente più sostanzioso - in quanto sono riportati i passi più importanti , contestualizzati sempre all’ interno dei contenuti dottrinari di ciascun pensatore - è propedeutico agli altri due capitoli , dedicati , rispettivamente alla dossografia sestana sul concetto di tempo di M X 169-188 e alla successiva parte , eminentemente confutatoria , di M X 189-247 ; inoltre , nel secondo e terzo capitolo, sono presenti i riferimenti alla sezione parallela presente nel terzo libro dei Lineamenti pirroniani ( PH ) ai §§ 136-150. Il secondo capitolo , poi , contiene il testo greco e la mia traduzione della sezione dossografica in questione , che si accompagna ad un commentario ( in cui si fa anche riferimento alle altre due celebri dossografie sul concetto di tempo , quella aristotelica di Fisica IV , 10 e quella plotiniana di Enneadi III 7 ) che , procedendo paragrafo per paragrafo , tenta , da un lato , di comprendere quali personalità filosofiche si celino dietro le do/cai dei pensatori dogmatici riportate da Sesto , dall’ altro , di riflettere puntualmente sulle strategie metodologiche e contenutistiche di cui Sesto usufruisce , sia nel riportare le varie do/cai , sia nella confutazione ( a)nti/rrhsij) delle stesse , presente già nella parte dossografica . Il terzo ed ultimo capitolo si interessa della vera e propria parte polemica (suddivisa per comodità di analisi in sette sezioni ) nei confronti della nozione (e)/nnoia) , prima , e dell’ essenza (ou)si/a) , poi , del tempo ; Sesto Empirico , procedendo kat§ i)sosqe/neian in virtù di lo/goi i)/soi e a)ntikeime/noi , che attestano la completa e indirimibile diafwni/a sul concetto e sull’ essenza del tempo , polemizza , nei confronti delle concezioni che ammettono l’ indivisibilità/divisibilità del tempo ( anche grazie ad un’ importante testimonianza che va sub Timonis auctoritate ) , la sua finità/infinità , generabilità/ingenerabilità , la sua corporeità/incorporeità ( dove Sesto cita la spinosa posizione di Enesidemo , di cui si tratterà , in breve , al fine di affrontare sinteticamente la vexata quaestio sul suo presunto “eracliteismo” , nonchè di riflettere sul modo , senz’altro discontinuo , in cui Sesto guarda la storia dello Scetticismo , nella forma originariamente pirroniana e nella sua variante accademica ) ed infine la sua accidentalità , come nel caso di Epicuro , secondo la testimonianza di Demetrio Lacone .
La metodologia aporetica usata da Sesto Empirico in tale sezione se , da un lato , si rifà , probabilmente , al diaporh=sai con cui Aristotele inizia il decimo capitolo del quarto libro della Fisica dedicato , per l'appunto , al tempo (dove lo Stagirita , come farà Sesto , conduce aporie nei confronti della tripartizione del tempo in passato , presente e futuro ) , dall’ altra usufruisce della particolare figura della petitio principii : insomma , secondo Sesto , ogni definizione dogmatica - che , quindi , non si ferma al fenomeno ma , in modo intenzionalmente ontologico , pretende di dire la realtà ( intelligibile ) di ciò che afferma - presume di spiegare ipso facto il tempo con il tempo .

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4 INTRODUZIONE La differenza fra questo lato del comune intelletto umano e lo scetticismo consiste in ciò che l’ uno dichiara : tutto è perituro ; mentre lo scetticismo , quando un fatto viene posto come certo , sa dimostrare che tale certezza è nulla . In questo modo Hegel 1 nel 1802 , delineava la differenza fra il comune intelletto umano e il vero scetticismo . Seppure siano passati più di duecento anni da quando Hegel scrisse queste righe , leggendo i passi basilari e importanti dell’ opera di Sesto Empirico , fonte imprescindibile per la ricostruzione dello Scetticismo antico così come per il pensiero greco tout court , non sarebbe sbagliato riproporre la medesima affermazione hegeliana : lo scetticismo , quando un fatto viene posto come certo , sa dimostrare che tale certezza è nulla . Le parole di Hegel suggeriscono che la forza del vero scetticismo sia la sua capacità di poter dimostrare la nullità e , dunque , l’insussistenza di ogni affermazione di tipo dogmatica , assunta per certa ( senza mai dimenticare che , oltre alla pars destruens enfatizzata da Hegel , lo Scetticismo antico proponeva un’ importante pars constuens ) ; pertanto la dimostrazione assume un ruolo portante nella polemica che Sesto compie contro i vari campi del sapere dogmatico , che hanno strutturato le fasi del pensiero antico , come nel caso del tempo . Queste prime pagine introduttive intendono giustificare , in buona sostanza , le ragioni di questo lavoro , nonché evidenziarne la struttura generale . La ragione sottostante il presente contributo è l’ interesse maturato per lo studio del pensiero antico e , per questo motivo , volendo abbracciare la quasi totalità delle dottrine 1 G. W. F. HEGEL 1984, p. 93 ; sul rapporto fra Hegel e lo Scetticismo almeno N. MERKER 1984, pp. 7-41 e M. DAL PRA 1989 pp. 1-8 (anche per i rimandi interni all’ opera hegeliana in riferimento allo Scetticismo antico) . Si segnala senz’altro M. BISCUSO 2005 , sp. pp. 225-264 .

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Francesco Verde Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.