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I modelli di mercato per la previsione delle insolvenze: un'applicazione al caso Parmalat

Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Pizzini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Mario Anolli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 246

Dopo aver illustrato le principali caratteristiche del rischio di credito si concentrerà l’attenzione sulla componente della probabilità di insolvenza. Il lavoro cercherà di valutare quale modello di mercato produca le stime più affidabili e tempestive.
I modelli che verranno approfonditi sono: modelli di scoring, modello Moody’s KMV, modelli degli spread con un’attenzione particolare alla problematica dello spread puzzle e il modello di ultima generazione che si propone di estrarre la probabilità di default dai prezzi dei derivati creditizi seguendo la stessa logica della stima della volatilità implicita nei prezzi delle opzioni. Infine si applicheranno i diversi modelli al caso Parmalat per capire quali avrebbero potuto prevedere il default.

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2 Introduzione IL NUOVO AMBIENTE COMPETITIVO DELLE BANCHE Dagli anni Settanta l’attività bancaria è interessata da un importante processo evolutivo. Le tendenze di questo processo hanno palesato per le istituzioni finanziarie la necessità di dotarsi di strutture e processi di risk management che permettano di rimanere competitive nel nuovo ambiente di riferimento. La gestione del rischio ha interessato numerosi studiosi che hanno contribuito a compiere notevoli miglioramenti nelle tecniche disponibili per riuscire a reagire e a competere in un ambiente più dinamico. In quest’ottica di riferimento le tecniche di valutazione degli impieghi basate su un giudizio qualitativo di singoli esperti sono diventate obsolete e hanno stimolato la necessità di modelli quantitativi che conferissero alla gestione del rischio le caratteristiche di una scienza esatta. Seguendo il lavoro di Sironi 1 (2005, pp. 1-11) possiamo riassumere quattro tendenze rilevanti che hanno interessato le istituzioni finanziarie: 1. l’accresciuta volatilità delle variabili finanziarie (tassi d’interesse, tassi di cambio, prezzi dei titoli) e lo sviluppo di mercati di strumenti finanziari derivati sempre più efficienti che hanno permesso alle imprese di gestire ogni tipo di rischio. Il processo di globalizzazione e l’integrazione internazionale dei mercati hanno reso imprescindibile per le banche un adeguato sistema di risk management per essere in grado di reagire e di evitare effetti disastrosi causati dalla rapida trasmissione di shock generati anche in altri paesi 2 ; 1 Sironi, “Rischio e Valore nelle Banche”, Egea 2005 2 Il rischio di contagio, nel nuovo contesto competitivo, non è più confinato alla regione economica di riferimento ma è un problema che riguarda ogni sistema economico aperto.

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