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La politica comunitaria di sviluppo rurale alla luce del regolamento (CE) n. 1698/2005

Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Guerrieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Maria Chiara Malaguti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

Il lavoro si è concretizzato nella realizzazione di una tesi in Diritto Internazionale dell’Economia dal titolo “La Politica comunitaria di Sviluppo Rurale alla luce del Regolamento (Ce) n. 1698/2005”. Nella trattazione è stata presa in considerazione l’evoluzione della Politica agricola comune (Pac), che consiste in una serie di norme e di meccanismi che regolano la produzione, gli scambi e la lavorazione dei prodotti agricoli nell’ambito dell’Unione Europea.
Si tratta di un tema innovativo soprattutto in seguito all’intervento del Regolamento (Ce) n. 1698/2005 con cui si dà vita ad una vera e propria riforma dello Sviluppo Rurale, il così detto “secondo pilastro” della Pac, per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013.Attualmente, fra le politiche dell’Unione Europea, la Pac è considerata una delle più importanti soprattutto in ragione del suo peso a livello del bilancio comunitario (ne assorbe circa il 50%) e del grado di sovranità che gli Stati membri hanno trasferito a livello comunitario.Grazie ad un settore agricolo moderno e competitivo, l’Europa è uno dei principali esportatori e il maggiore importatore mondiale di generi alimentari. Può contare, inoltre, su un settore sostenibile ed efficiente, fornisce prodotti di qualità e svolge un ruolo benefico per le comunità rurali.La base giuridica della Politica agricola comune è definita agli articoli da 32 a 38 da Titolo II del Trattato Ce: dal complesso di tali disposizioni si desume chiaramente che i Padri Fondatori della Comunità scelsero di fare dell’agricoltura un settore di punta del processo di integrazione europea.Dopo aver analizzato le riforme della Pac, l’attenzione si è concentrata sul “secondo pilastro”, lo Sviluppo Rurale.Fino agli anni Novanta, infatti, gli strumenti essenziali della Pac erano la politica dei mercati e dei prezzi e la politica socio-strutturale. La prima è basata sulle Organizzazioni Comuni dei Mercati ed è vista come un intervento destinato a mettere al riparo l’agricoltura dagli effetti delle fluttuazioni di mercato di breve periodo. La seconda, invece, coordina il processo di adeguamento delle strutture agricole. La terminologia “Sviluppo Rurale” trova la sua legittimazione giuridica nel Regolamento (Ce) n. 1257/1999 e identifica una modalità di intervento a carattere strutturale che si attua attraverso programmi operativi nell’ambito dei quali sono contenute una serie di misure il cui fine ultimo è migliorare la competitività nel settore agricolo, assicurare la salvaguardia dell’ambiente e promuovere la creazione di fonti alternative di reddito.Dopo aver preso in considerazione la politica di qualità dell’Unione Europea, il così detto “terzo pilastro” della Pac, e i rapporti fra la Pac e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc) alla luce dell’apertura del nuovo ciclo di negoziati commerciali multilaterali nel 2001, l’accento si è posto sulla nuova fase di programmazione 2007-2013 in cui la riforma della Pac riguarda principalmente il suo secondo pilastro: lo Sviluppo Rurale.In particolare, il Regolamento (Ce) n. 1698/2005 istituisce un quadro giuridico unico per il finanziamento delle spese connesse alla Pac creando due nuovi fondi: il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga) e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr).
Per ovviare ai problemi di gestione derivanti dalla complessa impalcatura programmatica dell'attuale fase di programmazione 2000-06, il Regolamento Feasr prevede un programma unico per la gestione delle misure di Sviluppo Rurale.Dopo aver enunciato le principali peculiarità dell’agricoltura pugliese, l’analisi si è concentrata sul Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 per la Regione Puglia che è ancora in fase di elaborazione. Dalle conferenze cui ho avuto l’opportunità di partecipare è emerso che, di fronte all’Amministrazione Regionale, vi sono importanti sfide cui è possibile rispondere utilizzando l’occasione fornita dalla programmazione 2007-2013 che dà la possibilità alla Regione Puglia di impostare e realizzare un’azione di indirizzo di più significativo impatto sulle problematiche e opportunità di sviluppo del settore agricolo pugliese.Considerando le caratteristiche socio-economiche dei territori rurali della Puglia e la loro evoluzione, emerge l’esigenza di adottare delle strategie che consentano di realizzare determinati obiettivi.

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2 INTRODUZIONE La geografia dell’Unione Europea (UE) è prevalentemente rurale ed è stata modellata dall’occupazione e dall’attività umana. Le zone rurali sono molto diverse tra loro, in quanto l’ambiente naturale che le caratterizza è stato plasmato da varie forme di attività agricole e silvicole e da quelle artigianali e industriali ad esse collegate. Essendo due delle più importanti attività che fanno uso del suolo, l’agricoltura e la silvicoltura hanno un ruolo chiave nel determinare lo stato di salute dell’economia e del paesaggio rurali. Pur avendo oggi, in molti casi, minore importanza che in passato per l’economia delle zone rurali, l’agricoltura fornisce un prezioso contributo alla loro crescita economica e alla loro sostenibilità ambientale. Grazie ad un settore agricolo moderno e competitivo, l’Europa occupa una posizione di primo piano nei mercati mondiali: è, infatti, uno dei principali esportatori e il maggiore importatore mondiale di generi alimentari (provenienti prevalentemente dai Paesi in via di sviluppo). Può contare, inoltre, su un settore sostenibile ed efficiente che utilizza metodi di produzione sicuri, puliti e rispettosi dell’ambiente; fornisce prodotti di qualità per soddisfare le esigenze dei consumatori e svolge un ruolo benefico per le comunità rurali, delle quali rispecchia le ricche tradizioni e la diversità, non limitandosi a produrre cibo, ma garantendo anche la sopravvivenza delle campagne come luogo per vivere, per lavorare e da visitare. Il riconoscimento del ruolo che l’agricoltura svolge nell’economia dell’Europa è alla base della volontà che l’Unione Europea ha espresso di voler tutelare e promuovere a livello internazionale il suo modello agricolo e rurale, che riflette la storia, la cultura, l’approccio mentale della società europea nel suo insieme. La difesa di questo modello, nell’ambito dei negoziati commerciali

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art 32-38 trattato ce
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disciplina dei prodotti agricoli nell'omc
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feoga-garanzia
feoga-orientamento
la politica di qualità dell'unione europea
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politica dei mercati e dei prezzi
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politica socio-strutturale
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programmazione 2007-13
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