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Tradizione e assimilazione: cromatismi narrativi in The Woman Warrior di Maxine Hong Kingston

Il presente lavoro intende offrire uno studio sul primo romanzo della scrittrice contemporanea Maxine Hong Kingston dal titolo The Woman Warrior, la quale, con la sua brillante prosa, si impone nell’ambito della letteratura “cinese americana” distaccandosi dal genere letterario classico degli scrittori cinesi americani a lei precedenti.
Chi volesse intraprendere uno studio sulla letteratura cinese americana, dovrebbe soffermarsi, innanzitutto, sulla definizione al nesso di “cinese-americano”. Il termine, infatti, è il prodotto di un momento storico preciso. L’uso dell’espressione “cinese americano”, ora condivisa dalla maggioranza della comunità e dalla struttura politica americana, riferita alle persone di discendenza cinese che risiedono permanentemente negli Stati Uniti d’America senza tenere conto del loro luogo di nascita, è di recente affermazione.
La comunità “cinese americana” traccia una lunga storia nel paese americano, che risale fino al 1848 con i primi afflussi di immigranti per la corsa all’oro. Il 1860 poi, corrisponde al momento in cui si attuano le importazioni di massa di lavoratori per la costruzione della ferrovia transcontinentale. Nonostante i notevoli contributi apportati come forza lavoro, i cinesi furono considerati come stranieri e diversi dalla società dominante. Essi riescono ad ottenere un posto e un’importanza nella società americana solo verso gli anni 1960-1970 come minoranza etnica internamente colonizzata.
Quando la generazione degli attivisti asiatici americani degli anni 1960 prestò la loro attenzione alla letteratura, si registrò una crescita della tradizione culturale asiatica americana parallelamente alla sfida contro il predominio della “razza bianca” su tutte le minoranze “etniche”: per conquistare un posto adeguato nella società.
The Woman Warrior: Memoirs of a Girlhood among Ghosts fu pubblicato nel 1976. Il romanzo è subito considerato, per molti versi, un testo chiave nell’ambito della narrativa cinese americana. Sia che Hong Kingston intendesse o meno presentare The Woman Warrior come la storia di formazione di una cinoamericana che, emergendo dal mondo dominato dalle superstizioni degli immigranti cinesi, entra nel mondo americano, di cui i riflettori illuminano gli angoli bui, i lettori non possono non notare un certo passaggio progressivo dalla “brutalità” alla civiltà.
L’impatto critico che The Woman Warrior suscitò, fin dall’inizio, poneva dubbi circa la definizione tradizionale di autobiografia dando vita ad una discussione più ampia sui generi letterari di riferimento, autobiografia o romanzo, a cui l’opera apparteneva, nonché sull’utilizzo di miti e leggende della cultura cinese classica cui Hong Kingston, americana di origine cinese, dimostrava di attingere.
La popolarità del romanzo, più estesa tra i lettori di origine europea che tra i cinesi nati in America, pone problemi relativi ad un’errata interpretazione ed appropriazione delle tradizioni culturali cinesi. Avendo deliberatamente alterato alcuni aspetti della tradizione, come la stessa autrice confessa, per adattarli ai suoi scopi nel descrivere le posizioni critiche dei cinesi nati in America, il romanzo è stato letto sia come testo Orientalista che come testo neo-Orientalista.

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PREMESSA Il presente lavoro intende offrire uno studio sul primo romanzo della scrittrice contemporanea Maxine Hong Kingston dal titolo The Woman Warrior, la quale, con la sua brillante prosa, si impone nell’ambito della letteratura “cinese americana” distaccandosi dal genere letterario classico degli scrittori cinesi americani a lei precedenti. Chi volesse intraprendere uno studio sulla letteratura cinese americana, dovrebbe soffermarsi, innanzitutto, sulla definizione al nesso di “cinese- americano”. Il termine, infatti, è il prodotto di un momento storico preciso. L’uso dell’espressione “cinese americano”, ora condivisa dalla maggioranza della comunità e dalla struttura politica americana, riferita alle persone di discendenza cinese che risiedono permanentemente negli Stati Uniti d’America senza tenere conto del loro luogo di nascita, è di recente affermazione. La comunità “cinese americana” traccia una lunga storia nel paese americano, che risale fino al 1848 con i primi afflussi di immigranti per la corsa all’oro. Il 1860 poi, corrisponde al momento in cui si attuano le importazioni di massa di lavoratori per la costruzione della ferrovia transcontinentale. Nonostante i notevoli contributi apportati come forza lavoro, i cinesi furono considerati come stranieri e diversi dalla società dominante. Essi riescono ad

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giuliana Di Mitrio Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1282 click dal 08/11/2006.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.