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Viaggio nel mondo dell'accessibilità. Un'analisi del settore sanità della regione Friuli Venezia Giulia.

Quando ho cominciato le mie riflessioni sull’accessibilità in senso generale, il mio pensiero si è rivolto in primis ai disabili “tradizionali”; cercavo di immaginare un mondo accessibile a loro, un mondo “fatto apposta”, a misura di disabilità, insomma, un mondo diverso dal mio.
Fortunatamente, ho capito quasi subito che stavo completamente sbagliando prospettiva.
Mi guardavo intorno e scorgevo un sacco di “barriere” architettoniche, logistiche, funzionali. Mi accorgevo che oggetti di uso per me comune, potevano essere completamente inadatti ad alcune tipologie di disabilità.
Mi convincevo che fossero necessari oggetti (ed infrastrutture) appositi, e pensavo, erroneamente, che questi oggetti appositi per “loro” dovessero essere di conseguenza scomodissimi per me.
Pensavo che se qualcosa è fatto su misura per qualcuno, di conseguenza deve essere disagevole per altri.
Mi sbagliavo. Un mondo accessibile ai disabili, è ancor più accessibile a tutti.
Non è un mondo diverso dal mio, è solo un mondo diverso da quello che esiste oggi, il quale è ancora troppo pieno di grandi barriere.
Esistono già alcuni accorgimenti architettonici e strutturali che pur essendo nati per agevolare la
disabilità, hanno avvantaggiato tutti.
Alcuni esempi pratici sono le rampe d’acceso che avvantaggiano anche le mamme con i passeggini, gli anziani con difficoltà motorie, soggetti temporaneamente infortunati o chiunque preferisca semplicemente evitare gli scalini.
Altro esempio importante sono gli ascensori, che diventano particolarmente utili e comodi negli alti palazzi, a chiunque torni a casa con le borse della spesa, debba portare pacchi o altri pesi.
Anche i rubinetti miscelatori sono nati dall’esigenza di semplificare in una sola leva tutte le funzioni.
Proporre prodotti accessibili è un vantaggio sia per tutte le tipologie di utenti, disabili o meno, sia per i produttori stessi, in quanto amplia il ventaglio di possibili fruitori finali. Da un punto di vista puramente economico l’accessibilità è un attributo che qualifica il prodotto e lo rende più facilmente fruibile da un target più vasto.
Oltre che di una questione di utilità o vantaggio comune, si tratta anche di offrire a tutti i cittadini le stesse opportunità, senza discriminazioni di alcun genere. Infatti, come ripeto spesso nelle pagine di questa tesi, ciò che per molti è un fattore di comodità, per altri è l’unica possibilità per cercare una seppur parziale autonomia ed indipendenza. Ogni persona ha stessi diritti e doveri ma, prima, deve essere in condizione di poterli esercitare e compiere. A questo proposito la sinergia delle tecnologie ha apportato notevoli vantaggi soprattutto ai disabili ma, ora l’elevata specializzazione e la ricerca di interfacce grafiche per la gestione dei comandi (pensiamo anche agli ambiti lavorativi dove i macchinari più recenti hanno controlli a display) sembrano diventare ostacoli ai notevoli progressi che finora erano stati fatti.
Non intendo screditare il progresso tecnologico ma sottolineo che, necessità una compatibilità maggiore tra gli strumenti e una reale consapevolezza, da parte di chi progetta, del tipo di utenza senza dimenticare nessuno.

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9 Introduzione Un mondo accessibile. Quando ho cominciato le mie riflessioni sull’accessibilità in senso generale, il mio pensiero si è rivolto in primis ai disabili “tradizionali”; cercavo di immaginare un mondo accessibile a loro, un mondo “fatto apposta”, a misura di disabilità, insomma, un mondo diverso dal mio. Fortunatamente, ho capito quasi subito che stavo completamente sbagliando prospettiva. Mi guardavo intorno e scorgevo un sacco di “barriere” architettoniche, logistiche, funzionali. Mi accorgevo che oggetti di uso per me comune, potevano essere completamente inadatti ad alcune tipologie di disabilità. Mi convincevo che fossero necessari oggetti (ed infrastrutture) appositi, e pensavo, erroneamente, che questi oggetti appositi per “loro” dovessero essere di conseguenza scomodissimi per me. Pensavo che se qualcosa è fatto su misura per qualcuno, di conseguenza deve essere disagevole per altri. Mi sbagliavo. Un mondo accessibile ai disabili, è ancor più accessibile a tutti. Non è un mondo diverso dal mio, è solo un mondo diverso da quello che esiste oggi, il quale è ancora troppo pieno di grandi barriere. Esistono già alcuni accorgimenti architettonici e strutturali che pur essendo nati per agevolare la disabilità, hanno avvantaggiato tutti. Alcuni esempi pratici sono le rampe d’acceso che avvantaggiano anche le mamme con i passeggini, gli anziani con difficoltà motorie, soggetti temporaneamente infortunati o chiunque preferisca semplicemente evitare gli scalini. Altro esempio importante sono gli ascensori, che diventano particolarmente utili e comodi negli alti palazzi, a chiunque torni a casa con le borse della spesa, debba portare pacchi o altri pesi. Anche i rubinetti miscelatori sono nati dall’esigenza di semplificare in una sola leva tutte le funzioni. Proporre prodotti accessibili è un vantaggio sia per tutte le tipologie di utenti, disabili o meno, sia per i produttori stessi, in quanto amplia il ventaglio di possibili fruitori finali. Da un punto di vista puramente economico l’accessibilità è un attributo che qualifica il prodotto e lo rende più facilmente fruibile da un target più vasto. Oltre che di una questione di utilità o vantaggio comune, si tratta anche di offrire a tutti i cittadini le stesse opportunità, senza discriminazioni di alcun genere. Infatti, come ripeto spesso nelle pagine di questa tesi, ciò che per molti è un fattore di comodità, per altri è l’unica possibilità per cercare una seppur parziale autonomia ed indipendenza. Ogni persona ha stessi diritti e doveri ma, prima, deve essere in condizione di poterli esercitare e compiere. A questo proposito la sinergia delle tecnologie ha apportato notevoli vantaggi soprattutto ai disabili ma, ora l’elevata specializzazione e la ricerca di interfacce grafiche per la gestione dei comandi (pensiamo anche agli ambiti lavorativi dove i macchinari più recenti hanno controlli a display) sembrano diventare ostacoli ai notevoli progressi che finora erano stati fatti. Non intendo screditare il progresso tecnologico ma sottolineo che, necessità una compatibilità maggiore tra gli strumenti e una reale consapevolezza, da parte di chi progetta, del tipo di utenza senza dimenticare nessuno.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Raffaella Manfrè Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 966 click dal 10/11/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.