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Il cinema a scuola. Proposte didattiche e riflessioni sull'educazione ai media

Qual'è la funzione del cinema nella nostra società? Cosa spinge ognuno di noi alla visione di un film? E' facile comprendere a fondo i sottili meccanismi e le scelte registiche che generano il senso di ogni singola scena?
L'arte cinematografica, assieme agli altri media, prevade gran parte delle nostre vite; diventa allora importante cominciare ad introdurre a scuola l'insegnamendo dei diversi linguaggi (cinematografici, sonori, musicali, visivi, pittorici, artistici ecc.) attraverso la diffusione di progetti educativi incentrati sulla media education (educazione "con", "a" e "attraverso" i media)
Questo lavoro, circoscritto all'uso del cinema a scuola, comprende alcune proposte didattiche delineate con il fine di consentire agli studenti di raggiungere un livello soddisfacente di conoscenza del linguaggio cinematografico. Conseguentemente a questo i discenti avranno la possibilità di porsi in atteggiamento critico e riflessivo nei confronti delle opere cinemaotgrafiche prese in esame e dei media presenti quotidianamente nella nostra società.
E' stato scelto un filo conduttore che lega i percorsi didattici, supportato da un tema che è quello della mafia nella società contemporanea. Questo permette di offrire agli studenti un'analisi non solo di tipo codico-lingustico ma anche storico-sociale. Perchè il cinema è un buon punto da cui partire per osservare noi stessi e la nostra società.

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4 PREFAZIONE Qual è la funzione del cinema nella nostra società? Cosa spinge ognuno di noi alla visione di un film? Cosa vi cerchiamo? E’ facile comprendere a fondo i sottili meccanismi e le scelte registiche che generano il senso di ogni singola scena? E ancora, quale influenza possono esercitare cinema e TV sul pubblico, attraverso il fascino delle storie narrate sullo schermo e la passione per gli “eroi” esibiti, protagonisti dello star system cinematografico (e non solo), spesso distanti anni luce dalla nostra ordinaria realtà? Quante volte lo spettatore comune, durante la visione di un film, lasciandosi travolgere dall’onda emotiva del racconto, si accorge del tentativo (più o meno vano) dell’istanza narrante di pilotare la sua attenzione verso determinate chiavi di lettura di quella storia, raccontata attraverso la rappresentazione filmica? Si parla, a livello teorico, di “pragmatica dello spettacolo cinematografico” 1 , ossia di centralità dello spettatore nel ruolo di decodifica e interpretazione creativa dello spettacolo cinematografico; ma quante volte lo spettatore comune è consapevole di tutto quanto gli viene offerto durante la visione di un film? E’ compito del critico, del semiologo, del teorico, dell’esperto nell’arte cinematografica, insomma degli “addetti ai lavori”, quello di fare chiarezza, ricercare ed arguire teorie, proporre tesi e dissipare dubbi (quando è possibile). …Eppure al cinema ci andiamo praticamente tutti e il cinema, assieme agli altri media (TV, radio, libri, internet, carta stampata, fotografia, audiovisivi, ecc.), pervade gran parte della quotidianità di ciascuno. Non a caso la nostra è stata definita “società dell’informazione”, proprio per la massiccia presenza dei media nella vita di ogni giorno. 1 TERMINE, SIMONIGH, Lo spettacolo cinematografico. Teorie ed estetica, UTET, Torino, 2003, pp. 153-155

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maria Concetta Romano Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.