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Rapporto di lavoro e privacy

“Ciascun individuo è titolare di un diritto alla privacy in ogni momento in cui la sua personalità trova un libero svolgimento, e tale diritto non cessa di esistere quando si è varcato l’ingresso dell’azienda per adempiere alla propria prestazione lavorativa”.
Con il contratto di lavoro, il lavoratore assume un’obbligazione, consistente nell’erogazione delle sue energie psico-fisiche a vantaggio del datore che, a differenza di altre fattispecie contrattuali, comporta una peculiare implicazione della persona del lavoratore e una conseguente parziale rinuncia alla tutela della propria riservatezza nei confronti del datore. L’inserimento del dipendente nel contesto aziendale determina la sua esposizione al controllo, all’analisi e all’osservazione altrui, nonché il contatto con soggetti estranei e un coinvolgimento della persona che legittimano una tutela rafforzata della privacy, spesso posta al centro dell’attenzione sociale.
Si delinea la contrapposizione di due interessi: quello del datore che si manifesta nell’esercizio di un potere giuridico di organizzare il lavoro altrui e quello del lavoratore all’impiego corretto delle sue energie, e solo di quelle. L’equilibrio tra tali interessi, realizzato attraverso una spersonalizzazione della prestazione che rende irrilevanti gli elementi personali, si frantuma se il potere dell’imprenditore sconfina dal mero compito di conformazione delle energie lavorative e invade la sfera personale del prestatore.

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4 INTRODUZIONE “Ciascun individuo è titolare di un diritto alla privacy in ogni momento in cui la sua personalità trova un libero svolgimento, e tale diritto non cessa di esistere quando si è varcato l’ingresso dell’azienda per adempiere alla propria prestazione lavorativa”. 1 Con il contratto di lavoro, il lavoratore assume un’obbligazione, consistente nell’erogazione delle sue energie psico-fisiche a vantaggio del datore che, a differenza di altre fattispecie contrattuali, comporta una peculiare implicazione della persona del lavoratore e una conseguente parziale rinuncia alla tutela della propria riservatezza nei confronti del datore. L’inserimento del dipendente nel contesto aziendale determina la sua esposizione al controllo, all’analisi e all’osservazione altrui, nonché il contatto con soggetti estranei e un coinvolgimento della persona che legittimano una tutela rafforzata della privacy, spesso posta al centro dell’attenzione sociale. Si delinea la contrapposizione di due interessi: quello del datore che si manifesta nell’esercizio di un potere giuridico di organizzare il lavoro altrui e quello del lavoratore all’impiego corretto delle sue energie, e solo di quelle. L’equilibrio tra tali interessi, realizzato attraverso una spersonalizzazione della prestazione che rende irrilevanti gli elementi personali, si frantuma se il potere 1 L. Failla- C. Quaranta, Privacy e rapporto di lavoro.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Nancy Bonasera Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4758 click dal 17/11/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.