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Circoncisione o mutilazione del corpo femminile? Analisi delle rappresentazioni del fenomeno in alcuni giornali italiani

La tesi affronta il delicato tema delle Mutilazioni Genitali Femminili (Mgf) inquadrandolo in una prospettiva socio-antropologica, per poi analizzarlo in relazione allo spazio e alla visibilità concessi dalla stampa italiana all’argomento, ed infine prendendo in esame le rappresentazioni sociali del fenomeno veicolate e create dai giornali considerati, i cosiddetti “frames” o cornici interpretative.
I rappresentanti dell’informazione scelti sono “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “La Stampa”, i cui articoli riguardo al tema Mgf sono stati rilevati a partire da gennaio 1998 fino a luglio 2005.
Gli articoli trovati e analizzati sono 95.

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5 INTRODUZIONE Il mio interesse all’argomento delle mutilazioni genitali femminili 1 nasce da una reazione emotiva forte, in cui i sentimenti suscitati dalla lettura di articoli o dall’ascolto e visione di notizie televisive variavano dallo sgomento e sconcerto, al disgusto, fino al senso di impotenza e rabbia e desiderio di giustizia. Un groviglio di sensazioni negative: allo sconcerto iniziale subentrava il disorientamento nell’apprendere che tale pratica coinvolgeva milioni di persone, e per ultimo rimaneva una smania di intervenire, vendicare, farla pagare a chi perpetrava una simile tortura. In definitiva un senso di inadeguatezza nell’affrontare razionalmente la questione, lo stesso che pare aver colto antropologhe come Ellen Gruenbaum, Michela Fusaschi, Christine J.Walley, che si sono occupate delle pratiche in questione, al momento della scoperta o della presa in considerazione di simili interventi sui corpi delle donne. Gruenbaum (2001, 15), ad esempio, che trascorse lunghi periodi di ricerca etnografica in Sudan a partire dal primo lungo soggiorno che va dal 1974 al 1977, fino ad altri più brevi nel 1989 e nel 1992, afferma di essere venuta a conoscenza di ciò che considerava un “horrendous secret” accidentalmente, conversando con la moglie di un insegnante dell’università di Khartoum dove lei stessa ed il marito insegnavano. Definisce tale scoperta come un’esperienza scioccante, così come Walley (1997, 147) nell’affrontare la sua ricerca sulle clitoridectomie eseguite dagli abitanti del villaggio di Kikhome in Kenya nel 1988, ammette il suo profondo turbamento, l’angoscia profonda che la pervade dopo aver assistito alla cerimonia pubblica di “circoncisione” di ragazzi e ragazze. Allo stesso modo Fusaschi (2003, 17) ha dichiarato il proprio imbarazzo e la difficoltà nell’affrontare l’argomento durante alcune lezioni di antropologia culturale indirizzate a mediatori interculturali in ambito sociosanitario, nel momento in cui si accorge che una delle studentesse aveva conosciuto in prima persona l’esperienza dell’operazione. Subito dopo quelle immediate, le loro reazioni sono state però occasione di riflessione e approfondimento, di ricerca sul campo, per arrivare ad una comprensione del fenomeno come presupposto per il suo superamento. Un andare oltre il turbamento emotivo, il normale disagio che l’argomento provoca, per chiedersi il perché, considerarne le cause in relazione ai diversi contesti socio culturali, 1 D’ora in avanti definite con l’acronimo Mgf.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Pacella Contatta »

Composta da 206 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2904 click dal 15/11/2006.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.