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Il processo di liberalizzazione europea dei servizi. Il caso della direttiva Bolkestein

Il mercato interno europeo dei servizi non è ancora pienamente realizzato perchè esistono numerosi ostacoli alla libera prestazione transfrontaliera di servizi. La Commissione europea nel 2004 ha proposto una direttiva sui servizi nel mercato interno, comunemente detta "direttiva Bolkestein", per facilitare la circolazione dei servizi tra gli Stati membri. Tale direttiva è stata fortemente contestata da alcuni governi, dai sindacati e da varie organizzazioni sociali perchè accusata di creare dumping sociale. Il Parlamento europeo l'ha intensamente emendata, cancellando il punto essenziale della proposta: il principio del Paese d'origine. Ci si chiede dunque se la direttiva modificata porterà alla piena realizzazione del mercato interno dei servizi e in caso di risposta negativa quali siano stati i motivi. Per lo sviluppo dell'economia europea è necessario sfruttare le potenzialità di crescita offerte dal settore dei servizi. La liberalizzazione può portare vantaggi economici in termini di crescita e di occupazione ma bisogna comunque mantenere un elevato livello di protezione degli interessi pubblici.

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III Introduzione. Mentre, al di là di qualche occasionale barriera in genere indiscriminatoria, le merci circolano ormai liberamente tra gli Stati membri, lo stesso non può dirsi dei servizi. La libera prestazione transfrontaliera dei servizi risulta già a priori più difficile, perché essi dipendono spesso dalla preparazione del prestatore e non è possibile controllare il servizio prima della sua esecuzione. Per le merci il più delle volte basta un controllo del prodotto per verificare se rispetta i requisiti di sicurezza. Si saprà se il servizio è adeguato soltanto dopo che è stato prestato; ma soprattutto in alcuni settori, come ad esempio quello sanitario, è particolarmente importante garantire a priori ai cittadini la qualità del servizio di cui saranno fruitori. Gli Stati possono chiedere differenti qualifiche per accedere o esercitare un’attività di servizio con l’obiettivo di tutelare i cittadini. Nella realtà troviamo dunque delle normative diverse tra gli Stati per quanto riguarda determinate attività di prestazione di servizi. Ogni Stato ha una propria legislazione che dipende dalla sua storia e l’Unione europea deve tener conto della diversità culturale tra Stato e Stato. Se uno Stato ritiene che un determinato servizio sia particolarmente importante per i cittadini lo tutelerà in maniera maggiore, imponendo più stringenti requisiti e controlli a chi intenda prestare il servizio. E’ naturale che in un altro Stato tale esigenza possa essere inferiore e dunque i requisiti e controlli imposti saranno minori se non inesistenti. Fino a quando ci sarà un’eccessiva disparità tra le normative dei vari Stati non si riuscirà a liberalizzare completamente il mercato dei servizi. Bisogna tener conto tuttavia del fatto che sovente l’armonizzazione delle normative è difficile perché c’è un’eccessiva disparità tra gli Stati, ed i medesimi mostrano resistenze a modificare la loro legislazione. L’armonizzazione però riguarda solo alcuni aspetti di alcune materie ed essendo il risultato di un compromesso tra gli Stati, difficilmente consente di pervenire

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Daniela Iride Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.