Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Alfred Hitchcock's Frenzy: ironia decadente tra edipicità e simbolismo alimentare

Frenzy (1972) was the second to last movie directed by Alfred Hitchcock. Alternatively praised as a return to 'vintage Hitchcock' and strongly criticized for its disturbing depiction of violence and human dissolution, Frenzy is an extremely rich and complex film. It is especially interesting in light of the highly symbolic approach to the use of colour which Hitchcock adopted in its making and because it constitutes an emblematic example of the director's quintessential penchant for ironic developments and reversals.

Please note that I would be glad to translate my own thesis for you into English, French or Spanish.

Mostra/Nascondi contenuto.
51 “Alfred Hitchcock’s Frenzy: ironia decadente tra edipicità e simbolismo alimentare” La penultima pellicola firmata da Alfred Hitchcock, Frenzy (Frenzy, 1972), è forse la più controversa in termini di ricezione da parte della critica cinematografica mondiale, la quale ha saputo esprimere giudizi disparati come non mai a proposito di un film che segna il ritorno del regista londinese in una madrepatria dalla quale era stato assente per oltre vent’anni. Robert A. Harris e Michael S. Lasky non hanno mancato di porre l’accento su questo aspetto nel loro celebre volume riguardante l’intera filmografia hitchcockiana, citando quali esempi antitetici le recensioni della pellicola proposte dal Washington Post e dal New York Times 1 . Se, come dimostra la prima recensione citata, a Frenzy non mancano certo i detrattori, numerosi sono anche coloro che individuano in questo film un genuino ‘ritorno alla forma’ di Hitchcock, dopo l’impasse artistico rappresentato – secondo un’opinione pressoché unanime – da pellicole quali Topaz (Topaz, 1969) e Il sipario strappato (Torn Curtain, 1966). Vi è poi chi, assumendo diplomaticamente una posizione intermedia, riconosce sì, in Frenzy, i tratti del cosiddetto ‘vintage Hitchcock’, ma sembra rimproverare il regista, più o meno velatamente, per aver approfittato dell’allentarsi della morsa censoria. A questo proposito, trovo interessante lo spunto di riflessione proposto in una recente recensione di Frenzy, che ho avuto modo di leggere sul sito http://www.citizencaine.org. L’autore della recensione in questione sottolinea come gli anni ’70 del cinema e della televisione britannici siano stati estremamente ‘politically incorrect’. Al 1974, scrive l’autore, anche i poliziotti venivano ormai rappresentati come ‘alcolizzati attaccabrighe con un appetito sessuale vorace’, senza che nessuno battesse più ciglio. Prosegue adducendo un esempio di dominio nazionalpopolare quale fu la serie televisiva The Sweeney, a cui potrebbe essere affiancato il successo che la Gran Bretagna volle tributare ad un’altra serie televisiva,

International thesis/dissertation

Autore: Michela Meini Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 680 click dal 12/12/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.