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Offerta di lavoro part time e a tempo determinato

Informazioni tesi

  Autore: Daniela Zuccalà
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Relazioni di lavoro
  Relatore: Tindara Addabbo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

Il tempo di lavoro e la conciliazione tra responsabilità familiari e professionali è una delle questioni più rilevanti affrontata dalla riflessione sulla condizione della donna lavoratrice. La legislazione più recente, seguendo le sollecitazioni provenienti anche da parte delle istituzioni europee, ha focalizzato l’attenzione sulle tematiche dei congedi parentali e di cura, dei congedi formativi e dell’articolazione degli orari delle città. Tuttavia altri ambiti sono estremamente rilevanti e fra questi un’indubbia importanza è rivestita dal rapporto di lavoro a tempo parziale, nella fattispecie della sua volontarietà e involontarietà, che riguarda, in particolar modo le donne, come dimostrano le analisi riferite alla realtà italiana e di molti paesi europei. Esso è stato oggetto di una recente stagione di riforme, da inquadrarsi nella diffusione di tecniche di gestione organizzativa flessibile delle risorse umane, ma anche nella sollecitazione a promuovere le pari opportunità nei confronti delle donne, emersa a livello europeo nella direttiva 97/81/CE (trasposta in Italia con il d.lgs. n. 61/2000), che si inserisce in un panorama normativo di preesistente regolamentazione, nel settore privato e in quello pubblico, sia dal punto di vista della legislazione nazionale e provinciale, sia da quello della contrattazione collettiva, ai diversi livelli.
Tra le strategie dirette a aumentare l’occupazione femminile particolare importanza riveste il lavoro a tempo parziale.
Nell’ambito della c.d. Strategia Europea per l’occupazione, le stesse istituzioni comunitarie, con gli Stati membri, si sono fatte promotrici, ai sensi dell’art. 125 del Trattato di “adoperarsi per sviluppare una strategia coordinata a favore dell’occupazione ”, cioè di un processo tendente a modernizzare l’organizzazione del lavoro, valorizzando schemi contrattuali flessibili al fine di rendere le imprese maggiormente produttive e competitive e di raggiungere l’equilibrio necessario tra flessibilità e sicurezza.
La diffusione del part-time e le condizioni istituzionali che lo hanno favorito o ostacolato sono, tuttavia, disomogenee nei paesi europei, caratterizzati da aspetti comuni e elementi di continuità da un lato, differenze e fattori in controtendenza dall’altro.
La descrizione che mi appresto a esporre nelle pagine seguenti è incentrata sulla trattazione del part-time e del contratto a termine da diverse angolature, ora privilegiando un taglio economico, ora quello giuridico, focalizzandomi sull’Italia ma senza mai distogliere lo sguardo dallo scenario europeo, e del contratto a tempo determinato la cui comparazione con i paesi europei evidenzia come tale istituto riguarda soprattutto le donne che in 17 paesi membri su 25 supera la quota degli uomini a tempo determinato.
Dapprima analizzo l’evoluzione normativa del contratto part-time e del contratto a tempo determinato fra flessibilità e tutela in Italia e nei diversi ordinamenti europei alla luce del contributo dato dalla strategia europea per l’occupazione (SEO) e dagli accordi di Lisbona in un’ottica di europeizzazione delle politiche nazionali del lavoro.
Successivamente, sempre in una visione comparata, analizzo la composizione e le caratteristiche dell’offerta di lavoro part-time e a tempo determinato con particolare attenzione alla dimensione territoriale, al genere, alla posizione professionale dei lavoratori e al settore economico di appartenenza. Quale conclusione di tale percorso presento un’analisi dei più significativi contratti aziendali part-time stipulati in Italia.

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4 1. INTRODUZIONE Il tempo di lavoro e la conciliazione tra responsabilità familiari e professionali è una delle questioni più rilevanti affrontata dalla riflessione sulla condizione della donna lavoratrice. La legislazione più recente, seguendo le sollecitazioni provenienti anche da parte delle istituzioni europee, ha focalizzato l’attenzione sulle tematiche dei congedi parentali e di cura, dei congedi formativi e dell’articolazione degli orari delle città. Tuttavia altri ambiti sono estremamente rilevanti e fra questi un’indubbia importanza è rivestita dal rapporto di lavoro a tempo parziale, nella fattispecie della sua volontarietà e involontarietà, che riguarda, in particolar modo le donne, come dimostrano le analisi riferite alla realtà italiana e di molti paesi europei. Esso è stato oggetto di una recente stagione di riforme, da inquadrarsi nella diffusione di tecniche di gestione organizzativa flessibile delle risorse umane, ma anche nella sollecitazione a promuovere le pari opportunità nei confronti delle donne, emersa a livello europeo nella direttiva 97/81/CE (trasposta in Italia con il d.lgs. n. 61/2000), che si inserisce in un panorama normativo di preesistente regolamentazione, nel settore privato e in quello pubblico, sia dal punto di vista della legislazione nazionale e provinciale, sia da quello della contrattazione collettiva, ai diversi livelli. Tra le strategie dirette a aumentare l’occupazione femminile particolare importanza riveste il lavoro a tempo parziale. Nell’ambito della c.d. Strategia Europea per l’occupazione, le stesse istituzioni comunitarie, con gli Stati membri, si sono fatte promotrici, ai sensi dell’art. 125 del Trattato 1 di “adoperarsi per 1 Titolo VIII del Trattato CE sull’occupazione (art.125-130 del Trattato)

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Parole chiave

conciliazione
congedi parentali
donna lavoratrice
lavoratrice
lavoro
part-time
rapporto di lavoro a tempo parziale
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