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La relazione medico-paziente e la problematica di cattive notizie

I progressi biomedici unitamente alle biotecnologie avanzate applicate alle neuroscienze hanno permesso il conseguimento di risultati tangibili, cambiando volto alla ricerca ed alla pratica medica mondiale degli ultimi anni. E' proprio grazie ad essi che numerose malattie non costituiscono più oggi quello spettro di patologie invalidanti che l'immaginario collettivo si raffigurava solo pochi anni or sono.
Una volta espressa questa doverosa considerazione trovo altrettanto opportuno sottolineare che l'atto medico é sì un atto tecnico e scientifico, ma non si esaurisce in questo: necessita di molte altre componenti, difficili da reperire nella loro completezza, specialmente in virtù dell’affermazione di Bowlby per cui “l’individuo possiede una tendenza innata a ricercare la vicinanza delle figure di riferimento”, affermazione che ormai si pone al centro della maggior parte delle ipotesi esplicative sul comportamento umano.
Fra queste risultano certamente quelle inerenti la "presa in carico"o il "prendersi cura" che rimandano inevitabilmente alla primaria relazione d'aiuto, cioè a quella diadica madre-bambino, i cui elementi caratterizzanti (attenzione ai bisogni e capacità di risposta, capacità d'ascolto, comunicazione anche non verbale, empatia, presenza, sostegno psicologico etc.) non sono certo ancorati alle biotecnologie, ma a fattori di natura psicologica, etica e relazionale, elementi che nelle attuali modalità di esercitare la medicina non si può certo dire vengano completamente soddisfatti.

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5 Prefazione I progressi biomedici unitamente alle biotecnologie avanzate applicate alle neuroscienze hanno permesso il conseguimento di risultati tangibili, cambiando volto alla ricerca ed alla pratica medica mondiale degli ultimi anni. E' proprio grazie ad essi che numerose malattie non costituiscono più oggi quello spettro di patologie invalidanti che l'immaginario collettivo si raffigurava solo pochi anni or sono. Una volta espressa questa doverosa considerazione trovo altrettanto opportuno sottolineare che l'atto medico é sì un atto tecnico e scientifico, ma non si esaurisce in questo: necessita di molte altre componenti, difficili da reperire nella loro completezza, specialmente in virtù dell’affermazione di Bowlby 1 per cui “l’individuo possiede una tendenza innata a ricercare la vicinanza delle figure di riferimento”, affermazione che ormai si pone al centro della maggior parte delle ipotesi esplicative sul comportamento umano. Fra queste risultano certamente quelle inerenti la "presa in carico"o il "prendersi cura" che rimandano inevitabilmente alla primaria relazione d'aiuto, cioè a quella diadica madre-bambino, i cui elementi caratterizzanti (attenzione ai bisogni e capacità di risposta, capacità d'ascolto, comunicazione anche non verbale, empatia, presenza, sostegno psicologico etc.) non sono certo ancorati alle biotecnologie, ma a fattori di natura psicologica, etica e relazionale, elementi che nelle attuali modalità di esercitare la medicina non si può certo dire vengano completamente soddisfatti. 1 Bowlby J. “Una base sicura .Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento”. Tr.it. Raffaello Cortina, Milano. 1988.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Marco Bertolini Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.