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Dimensioni psicologiche nel mobbing

L’obiettivo del mio lavoro è stato quello di focalizzare le dimensioni psicologiche che operano nel processo di Mobbing.
Dopo il primo capitolo che è servito a spiegare storicamente e fenomenologicamente il Mobbing, nel secondo capitolo tratto la presentazione degli strumenti propri dello psicologo richiesti nel valutare l’individuo ed il danno dal punto di vista psicodiagnostico, ossia il colloquio clinico ed i test.

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I INTRODUZIONE In Svezia il professor Leymann è stato il primo che, già quindici anni fa, ha iniziato a mettere a fuoco le caratteristiche del Mobbing, quindi non solo a individuarne esistenza e rilevanza, ma ad attribuirvi caratteristiche specifiche, modalità di insorgenza, soggetti maggiormente colpiti e relative conseguenze psicofisiche. Esiste ormai una legislazione in materia, regole scritte che vigono all’interno delle realtà lavorative e che consentono sia ai datori di lavoro sia ai dipendenti di difendersi, di prevenire, di gestire le situazioni di Mobbing qualora si manifestino. Leymann ha poi facilitato la diffusione e l’interesse per il Mobbing, che si è spostato dai Paesi scandinavi alla Germania e in un secondo momento negli altri Paesi europei. Sembra che in Germania anche l’uomo della strada sia al corrente e sappia che cosa si intende per Mobbing. Del resto, come esempio organizzativo, basti pensare che la Volkswagen ha all’interno delle sue varie divisioni persone cui rivolgersi nel caso in cui un dipendente ritenga di essere vittima di una situazione di persecuzione e di molestie morali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Lucilla Mangione Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3394 click dal 19/12/2006.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.