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Perché alcuni bambini non imparano a scrivere? Il disturbo specifico della scrittura: disgrafia e disortografia

La domanda che mi sono posta nell’affrontare questa tesi è: perché alcuni bambini non imparano a scrivere come tutti gli altri? Una risposta possibile risiede nei disturbi specifici dell’apprendimento. Non ha nulla a che vedere con l’intelligenza. Questi bambini non sono pigri o svogliati ma sono come gli altri. Anzi, a volte, il loro quoziente intellettivo è al di sopra della media. Sono brillanti, svegli, parlano correttamente e senza intoppi, ma quando leggono, scrivono o eseguono operazioni, fanno moltissimi errori e questo potrebbe indurre a pensare che abbiano difficoltà scolastiche perché studiano poco e non si impegnano abbastanza.
Il primo capitolo della tesi è dedicato ai disturbi specifici dell’apprendimento: definizione, aspetti eziologici, diagnosi, trattamenti, disagio psicologico..
Nel secondo capitolo ho trattato il disturbo specifico della scrittura, specificando che quando parliamo di disturbo della scrittura, intendiamo una somma di comportamenti che investono sia la produzione come atto grafico (disgrafia) sia la produzione come atto cognitivo (disortografia).
Vista l’importanza della diagnosi, sia per il bambino con DSA sia per la scuola, ho messo in evidenza alcune prove e alcuni strumenti necessari alla rilevazione di questi disturbi e, successivamente anche tecniche utili per la terapia e il trattamento.
È importante che insegnanti ed educatori siano preparati su quest’argomento per evitare che questi bambini vengano etichettati semplicemente come pigri o poco dotati e che, per questo, vengano indirizzati verso i percorsi più marginali del sistema formativo.

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3 INTRODUZIONE Perché alcuni bambini non riescono a leggere e a scrivere come gli altri? Perché confondono i numeri e sbagliano i calcoli, anche quelli più semplici? Il loro problema risiede nei disturbi specifici d’apprendimento. Non ha nulla a che vedere con l’intelligenza. Questi bambini non sono pigri o svogliati ma sono come gli altri. Anzi, a volte, il loro quoziente intellettivo è al di sopra della media. Sono brillanti, svegli, parlano correttamente e senza intoppi, ma quando leggono, scrivono o eseguono operazioni, fanno moltissimi errori e questo potrebbe indurre a pensare che abbiano difficoltà scolastiche perché studiano poco e non si impegnano abbastanza. Questi disturbi, sempre più diffusi, possono costituire un ostacolo insormontabile nel processo di crescita del bambino rendendo un incubo la vita di tutti i giorni. Sono tuttavia tantissimi i bambini che sfuggono ad una diagnosi perché il loro disagio viene scambiato per altro: pigrizia, svogliatezza, disattenzione, poca motivazione allo studio. Oppure perché confusi con i bambini con difficoltà scolastiche che sono molto numerosi (12-16 % della popolazione scolastica) e il cui basso rendimento è dovuto a diverse cause: dai problemi psicologici e comportamentali alle carenze affettive, ambientali, familiari; dalla qualità dell’insegnamento offerto dalla scuola agli handicap sensoriali o addirittura al ritardo mentale. Il riconoscere il problema deve servire soprattutto ad evitare critiche e giudizi negativi (“sei pigro”, “non ti impegni”,..) che a lungo andare possono influire su un’immagine di sé come perdente e sulla propria autostima.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Fogli Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 17137 click dal 19/12/2006.

 

Consultata integralmente 54 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.