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L'idrogeno come alternativa: stato dell'arte, politiche ed analisi dei costi per la produzione di bioidrogeno

Si sta assistendo a livello internazionale ad una presa di coscienza da parte dei governi che la politica energetica è qualcosa di più del poter assicurare al proprio paese energia sufficiente al giusto prezzo. Una serie di conseguenze abbastanza evidenti ha aumentato la consapevolezza generale circa le conseguenze del consumo energetico umano sul pianeta. Il cambiamento climatico in seguito alle emissioni di gas serra e il suo impatto sulla salute umana, così come il benessere della società influenzato dagli inquinanti atmosferici, hanno costretto i governi a modificare il modo di pensare e ad avere visioni più lungimiranti. Il risultato di ciò sono evidentemente gli accordi internazionali ed una serie di politiche nazionali che affrontano i problemi dell’impatto ambientale.
Molti paesi industrializzati si sono da sempre basati sul retaggio di fonti energetiche relativamente economiche ed abbondanti. La crisi del petrolio degli anni ’70 e la recente presa di coscienza che la maggior parte delle riserve di gas e petrolio si trovano in regioni politicamente instabili, hanno portato i governi a ripensare i propri metodi di approvvigionamento energetico. Assicurare al paese una fornitura di energia per un benessere nel lungo periodo è un aspetto che assume sempre maggiore criticità nella politica energetica. Ciò evidenzia, per la prima volta dopo secoli, come il rompere un paradigma energetico basato sulla dipendenza dai combustibili fossili possa avere dei vantaggi economici, e i governi stanno gradualmente iniziando ad apprezzare i benefici del promuovere un punto d’incontro tra nuove industrie (nuove tecnologie) e la domanda di energie pulite.
L’energia sostenibile basata sull’idrogeno come vettore energetico è la logica soluzione a molti di questi problemi ed ha tutte le potenzialità necessarie per arrivare ad eliminare l’emissione di gas serra, le emissioni di inquinanti e fornire fonti energetiche locali sicure meglio distribuite su tutto il pianeta. I vari Stati avanzano verso la realizzazione di un’economia dell’idrogeno con velocità differenti, sebbene l’istaurarsi di varie politiche energetiche nazionali ed accordi nazionali e internazionali per l’uso dell’idrogeno, indicano come negli ultimi anni ci sia stata una sensibile accelerazione.

In questo lavoro di tesi si cerca di dare una visione, il più possibile completa, dello stato dell’arte delle tecnologie legate all’idrogeno, dalle tecniche di produzione agli usi, mettendo in luce il funzionamento, i limiti e le prospettive future di quest’ultime (cap. 4 e 7). Viene in seguito definita la situazione nazionale ed internazionale delle politiche energetiche ad esso legate, mantenendo una visione molto pratica dei macroproblemi da affrontare nel breve e lungo periodo (cap. 1, 2, 3) senza tralasciare il problema dal punto di vista tecnico (cap. 5 e 6).
Nell’ultimo capitolo (cap. 10) viene inoltre illustrata la strada (molto promettente all’avviso dell’autore) della produzione microbiologica dell’idrogeno da biomassa e/o da luce solare. Il prodotto finale di tale processo è chiamato, appunto, bioidrogeno. L’indagine, svolta principalmente su letteratura in lingua inglese e tedesca, presenta i recenti sviluppi di tale tecnologia e la raccolta dei dati (non molto diffusi) sulle efficienze energetiche e sui costi di impianto è volta ad una stima preliminare del costo di produzione, paragonato a quello di altri metodi di produzione da energie rinnovabili.

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4 Introduzione Si sta assistendo a livello internazionale ad una presa di coscienza da parte dei governi che la politica energetica è qualcosa di più del poter assicurare al proprio paese energia sufficiente al giusto prezzo. Una serie di conseguenze abbastanza evidenti ha aumentato la consapevolezza generale circa le conseguenze del consumo energetico umano sul pianeta. Il cambiamento climatico in seguito alle emissioni di gas serra e il suo impatto sulla salute umana, così come il benessere della società influenzato dagli inquinanti atmosferici, hanno costretto i governi a modificare il modo di pensare e ad avere visioni più lungimiranti. Il risultato di ciò sono evidentemente gli accordi internazionali ed una serie di politiche nazionali che affrontano i problemi dell’impatto ambientale. Molti paesi industrializzati si sono da sempre basati sul retaggio di fonti energetiche relativamente economiche ed abbondanti. La crisi del petrolio degli anni ’70 e la recente presa di coscienza che la maggior parte delle riserve di gas e petrolio si trovano in regioni politicamente instabili, hanno portato i governi a ripensare i propri metodi di approvvigionamento energetico. Assicurare al paese una fornitura di energia per un benessere nel lungo periodo è un aspetto che assume sempre maggiore criticità nella politica energetica. Ciò evidenzia, per la prima volta dopo secoli, come il rompere un paradigma energetico basato sulla dipendenza dai combustibili fossili possa avere dei vantaggi economici, e i governi stanno gradualmente iniziando ad apprezzare i benefici del promuovere un punto d’incontro tra nuove industrie (nuove tecnologie) e la domanda di energie pulite. L’energia sostenibile basata sull’idrogeno come vettore energetico è la logica soluzione a molti di questi problemi ed ha tutte le potenzialità necessarie per arrivare ad eliminare l’emissione di gas serra, le emissioni di inquinanti e fornire fonti energetiche locali sicure meglio distribuite su tutto il pianeta. I vari Stati avanzano verso la realizzazione di un’economia dell’idrogeno con velocità differenti, sebbene l’istaurarsi di varie politiche energetiche nazionali ed accordi nazionali e internazionali per l’uso

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Alessandro Flammini Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.