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Il ruolo delle banche nella nuova legge 488

Informazioni tesi

  Autore: Luca Lomele
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Economia
  Corso: Amministrazione e Controllo delle Aziende
  Relatore: Vittorio Boscia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

Lo scorso 1 Febbraio il Ministero per le Attività Produttive ha sottoscritto il decreto interministeriale che disciplina la riforma degli incentivi alle attività produttive, aprendo la strada alla "nuova" 488. La più nota delle agevolazioni italiane alle imprese si qualifica oggi come un intervento "misto", che affianca al contributo a fondo perduto, ridotto rispetto al passato, un finanziamento per metà a tasso agevolato e per metà ordinario.
Il finanziamento agevolato è condizionato all'ottenimento di un finanziamento bancario ordinario, contrattato tra le parti, a seguito quindi della valutazione del merito creditizio dell'azienda richiedente da parte della Banca, processo che è affrontato con le indicazioni di “Basilea II”.
La nuova impostazione della 488 arriva in ritardo rispetto alle prime previsioni del Governo, che intendeva a inizio dello scorso anno disciplinare la materia entro l'estate 2005, per emettere un primo bando dedicato all'industria non oltre la fine dell'anno.
Il nuovo decreto interministeriale va letto nel più ampio contesto della riforma generale degli incentivi alle imprese, individuata dalla Finanziaria 2005 (con l'istituzione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca) e dal "Decreto Legge Competitività", che prevedeva un significativo pacchetto di misure per lo sviluppo.
La nuova disciplina introduce modifiche agli indicatori che determinano la graduatoria dei progetti meritevoli di finanziamento. Compare un parametro dedicato all'innovazione, per favorire gli investimenti rivolti all'innovazione di prodotto e alla riorganizzazione dei processi aziendali.
Il ruolo delle banche, nella valutazione dei progetti e del merito creditizio delle imprese, viene potenziato.
La riforma sancisce un nuovo rapporto tra le banche, l'amministrazione centrale e le imprese per la gestione dei contributi:
 Gli istituti di credito convenzionati seguono l'istruttoria per i finanziamenti agevolati su Fondi della Cassa Depositi e Prestiti e il relativo monitoraggio degli investimenti, e valutano se erogare o meno il finanziamento ordinario;
 Gli istituti non convenzionati valutano solamente se erogare o meno il finanziamento ordinario, che dovrà comunque accompagnare quello agevolato. Infatti, l’impresa per ottenere il finanziamento ordinario può indistintamente rivolgersi ad un istituto convenzionato o non convenzionato.

Secondo molti interessati dunque la nuova impostazione dovrebbe favorire aziende e progetti più meritevoli, anche se alcune organizzazioni di imprese hanno espresso perplessità collegate al rischio di eventuali razionamenti dei contributi, a fronte di una valutazione troppo rigida del merito creditizio.
La nuova riforma consentirà di valorizzare l'alta competenza struttura specialistica dedicata alla gestione della legge 488/92, con l'intermediazione della qualificata componente delle banche, impegnate in prima linea nella valutazione del merito creditizio delle aziende clienti.
Il seguente lavoro si prefigge l’obiettivo di chiarificare il ruolo delle banche nel nuovo schema di legge. Partendo da un’esposizione dei contenuti della legge 488 e delle modifiche ad essa apportata, saranno esposti i principali compiti delle banche concessionarie nella valutazione degli investimenti e saranno richiamati i contenuti dell’accordo di Basilea 2 per poter comprendere quali siano i parametri economico-finanziari e qualitativi maggiormente considerati dalle banche che erogano il finanziamento ordinario. In ultimo, si analizzerà l’impatto della legge sulla finanza aziendale avvalendosi di alcuni casi.

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Il ruolo delle banche nella nuova legge 488 4 Introduzione Lo scorso 1 Febbraio il Ministero per le Attività Produttive ha sottoscritto il decreto interministeriale che disciplina la riforma degli incentivi alle attività produttive, aprendo la strada alla "nuova" 488. La più nota delle agevolazioni italiane alle imprese si qualifica oggi come un intervento "misto", che affianca al contributo a fondo perduto, ridotto rispetto al passato, un finanziamento per metà a tasso agevolato e per metà ordinario. Il finanziamento agevolato è condizionato all'ottenimento di un finanziamento bancario ordinario, contrattato tra le parti, a seguito quindi della valutazione del merito creditizio dell'azienda richiedente da parte della Banca, processo che è affrontato con le indicazioni di “Basilea II”. La nuova impostazione della 488 arriva in ritardo rispetto alle prime previsioni del Governo, che intendeva a inizio dello scorso anno disciplinare la materia entro l'estate 2005, per emettere un primo bando dedicato all'industria non oltre la fine dell'anno. Il nuovo decreto interministeriale va letto nel più ampio contesto della riforma generale degli incentivi alle imprese, individuata dalla Finanziaria 2005 (con l'istituzione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca) e dal "Decreto Legge Competitività", che prevedeva un significativo pacchetto di misure per lo sviluppo. La nuova disciplina introduce modifiche agli indicatori che determinano la graduatoria dei progetti meritevoli di finanziamento. Compare un parametro dedicato all'innovazione, per favorire gli investimenti rivolti all'innovazione di prodotto e alla riorganizzazione dei processi aziendali. Il ruolo delle banche, nella valutazione dei progetti e del merito creditizio delle imprese, viene potenziato.

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