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Teorie, strategie e strumenti per il recupero: Oggetti Autonomi di Apprendimento vs Learning Object (esperienze online a confronto)

Le scelte a fondamenta di questo lavoro, cioè “la progettazione di un
percorso di recupero online, attraverso l'utilizzo delle tecnologie informatiche” (in particolare piattaforme didattiche e Learning Objects) nascono dalla necessità di rispondere al problema della dispersione scolastica e alle cause che determinano l'insuccesso scolastico, con particolare attenzione agli allievi della scuola superiore.
L'analisi, si sviluppa lungo un percorso che comparando dati nazionali ed
europei, si propone di ricercare le motivazioni forti che ci spingono, come gruppo, a elaborare l'ipotesi di una didattica di taglio multimediale e costruttivistico che cerca di assumere un'ottica diversa rispetto ad un sistema tradizionale di istruzione: il recupero viene ricercato all'interno di un ambiente di apprendimento online “come luogo in cui coloro che apprendono possono lavorare aiutandosi reciprocamente e avvalendosi di una varietà di risorse e strumenti in attività di apprendimento guidato...” 1 (Calvani, 2000).
Richiameremo, perciò, sinteticamente i diversi orientamenti didattici da cui trarre spunto per l’elaborazione del progetto percorrendo trasversalmente il perimetro della ricerca Instructional nella definizione delle architetture e delle strategie più conformi alla trasmissione di conoscenza necessarie alla scelta degli strumenti operativi alla base della nostra proposta che si affida, in primis, alla CMC (computer mediated communication).

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2 INTRODUZIONE L’esperienza che ho vissuto ha precisato in modo inequivocabile i limiti con i quali il formatore si deve confrontare quotidianamente ma che, a volte, maschera anche in modo inconsapevole: problematiche che coinvolgono competenze tecniche ma anche rapporti umani soprattutto se proiettati in un ambiente virtuale online. I principi fondamentali che in questo caso sono necessari, a mio avviso, per garantire il successo (in termini di soddisfazione e ritorno formativo) possono essere riassunti in due semplici fattori:  curiosità  interesse Curiosità intesa come riscoperta della voglia di apprendere, rimettersi in gioco e confrontarsi con realtà diverse; interesse nel senso di rendere concreta l’esperienza come parte di un bagaglio pregresso sul quale innestare di volta in volta conoscenza e apprendimento (anche da riversare su altri), al fine di scoprire nuovi orizzonti che forniscano motivazione al raffronto con colleghi altrettanto curiosi ed interessati. Sulla base di una professionalità comune svelare abilità e capacità non solo tecnologiche ma anche e soprattutto sociali ed umane, instaurare un canale preferenziale nel quale confluiscono saperi, conoscenza ed esperienze singole che, proprio per la natura stessa del mezzo, diventano collettive, diventa il fine e l’obiettivo sul quale focalizzare le proprie energie ed aspirazioni. Non si tratta solamente di un arricchimento tecnlogico o culturale, ma l’affermazione di una strategia che ha radici profonde e trae vitalità dalla natura stessa dell’uomo, la necessità di comunicare e condividere saperi e conoscenza. In fondo la collaborazione nasce e riesce prima di tutto da una comunione di intenti e in secondo luogo (ma certamente non come importanza) da un sentimento che garantisce sempre il successo di una iniziativa: l’amicizia. I primi due capitoli di questo lavoro collaborativo sviluppato nell’ambito del master insieme ai colleghi del mio gruppo (S. Benetton, M. Tufano, G. Dalseno e G. Panariello), ne sono il risultato.

Tesi di Master

Autore: Dario Favini Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.