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Migratools: una nuova piattaforma on-line per l'inclusione sociale e lavorativa degli immigrati stranieri. Testatura della sezione orientation e analisi dei risultati.

Uno dei più gravi ed urgenti problemi sociali che i Paesi dell’Unione Europea, tra cui anche l’Italia, sono chiamati ad affrontare e a risolvere è rappresentato dalla mancata integrazione sociale di gran parte della popolazione immigrata.
“Integrazione” significa innanzitutto possibilità di comunicazione profonda, tra la popolazione autoctona e le diverse etnie che con essa convivono, a più dimensioni: economica, sociale e culturale. Questo obiettivo prioritario impone azioni tese al superamento del pregiudizio e delle diffidenze che impediscono relazioni proficue. Una politica dell’integrazione deve puntare soprattutto a superare questi atteggiamenti, attraverso alcune misure che mirino non solo a rimuovere le percezioni errate, ma anche a chiarire gli elementi di fondo su cui i pregiudizi si basano. L’integrazione socio-lavorativa delle minoranze etniche immigrate in Italia rappresenta una straordinaria occasione di arricchimento di valori culturali, con i quali spesso è difficile confrontarsi a causa della diffidenza, del pregiudizio e del disinteresse. E’ poi fondamentale saper rispondere all’esigenza di tutelare i diritti dei più deboli, favorendo l’instaurazione di rapporti improntati all’eguaglianza ed alla lotta ad ogni forma di emarginazione e discriminazione razziale.
In questo contesto si inserisce il progetto “Migratools”, su cui si è focalizzata la mia attenzione e la ricerca che verrà presentata. Si tratta in particolare di un progetto pilota che, svolgendosi nell’ambito del programma europeo Leonardo Da Vinci, nasce da un’esigenza di maggiore integrazione della manodopera non comunitaria. Esso inoltre ha avuto l’obiettivo specifico di creare uno strumento multimediale per l’orientamento e l’inserimento al lavoro degli immigrati stranieri, concretizzatosi nell’elaborazione del sito “www.migratools.net” da parte di Fòrema, l’ente presso cui ho svolto il mio tirocinio formativo universitario.
Il presente lavoro di tesi si articola in due parti: la prima parte, di riflessione teorica, mira ad offrire un panorama generale del fenomeno dell’immigrazione in Italia, collegandolo al problema dell’inserimento socio-lavorativo degli immigrati, anche nella realtà veneta e padovana; la seconda parte, riferita alla ricerca da me condotta sul campo, intende illustrare il progetto Migratools e descrivere appunto metodologia e risultati dell’indagine, che ha coinvolto un gruppo di 73 immigrati a Padova, volta a far loro sperimentare concretamente l’utilizzo e a verificare la fruibilità di alcuni strumenti on-line, creati nel progetto stesso, per l’orientamento socio-lavorativo degli immigrati.

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5 INTRODUZIONE “Il segreto dell'esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive” F. Dostoevskij Uno dei più gravi ed urgenti problemi sociali che i Paesi dell’Unione Europea, tra cui anche l’Italia, sono chiamati ad affrontare e a risolvere è rappresentato dalla mancata integrazione sociale di gran parte della popolazione immigrata. Essa, relegata a condizioni di estrema marginalità sociale ed occupazionale, ha finito sovente col restare imbrigliata nelle maglie della criminalità organizzata e assorbita dall’economia sommersa con occupazioni precarie e sottopagate. Tali fenomeni provocano, come effetti indotti e perversi, il mancato armonico sviluppo di una società multietnica e la difficoltà degli immigrati, in particolare di quelli extracomunitari, di inserirsi pienamente nella società civile con la conseguente limitazione di fatto del godimento dei diritti sanciti dalla Carta costituzionale. A questo proposito, la Dichiarazione della Commissione Europea del 1997, anno europeo contro il razzismo, afferma che “a tutti i cittadini in possesso di diritti e responsabilità deve essere fornita l’opportunità di diventare risorse attive del sistema produttivo e di dimostrare che l’interculturalità è un valore aggiunto per lo sviluppo”. Pertanto, è necessario costruire relazioni positive tra cittadini ed immigrati, promuovendo occasioni di incontro e di comunicazione, al fine di prevenire situazioni di discriminazione che minacciano la coesione sociale. “Integrazione” significa innanzitutto possibilità di comunicazione profonda, tra la popolazione autoctona e le diverse etnie che con essa convivono, a più dimensioni: economica, sociale e culturale. Questo obiettivo prioritario impone azioni tese al superamento del pregiudizio e delle

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefania Greggio Contatta »

Composta da 306 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1296 click dal 30/01/2007.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.