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L' Usufrutto Giudiziale

L'Usufrutto Giudiziale, previsto e disciplinato dal comma 2 art. 194 c.c., è un istituto giuridco "sui generis" in quanto presenta le caratteristiche dell'usufrutto ordinario, ma, allo stesso tempo se ne differenzia, per le sue applicazioni, per la sua ratio.
Il secondo cpv della norma, venne approvato dopo un lungo iter parlamentare. Lo scopo dell'istituo in questione era quello di apportare una maggiore tutela ai figli, nell'ambito della separazione o cessazione degli effetti civili del matrimonio tra i coniugi. Esso veniva costituito, con provvedimento giurisdizionale, sulla casa coniugale del coniuge non affidatario, proprio per garantire, ai figli, quell'ambiente familiare e naturale in cui hanno vissuto sin dall'inizio. L'istituo venne creato, originariamente, per garantire l'assegnazione della casa familare al coniuge affidatario, in un periodo in cui ancora non era prevista la trascrizione dell'assegnazione stessa, e quindi, per evitare la possibilità, che il coniuge non affidatario potesse, in qualsiasi momento disporre della casa, alienandola a terzi, senza che l'altro coniuge potesse fare alcunchè. Sia la giurisprudenza che la dottrina precedente hanno trattato dell'istituto in modo molto superficiale. Non si riscontra una sua attuale applicazione o trattazione. Forse perchè l'istituto in questione fu concepito per essere applicato principalmente sulla casa coniugale, ma non si è considerata una sua più vasta e importante applicazione anche su altri beni mobili e immobili.

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1 CAPITOLO PRIMO L’USUFRUTTO GIUDIZIALE: LO SCOPO DELL’ISTITUTO E LA NATURA GIURIDICA Sommario: 1) La ratio dell’istituto. 2) Collocazione nell’ambito dell’usufrutto ordinario. 3) La disciplina applicabile. 4) La natura giuridica. 1) L’art. 194, comma 2 del c.c., prevede che il giudice può costituire a favore di uno dei coniugi l’usufrutto su una parte dei beni spettanti all’altro in relazione alle necessità della prole e all’affidamento di essa. La norma si pone nell’ambito della tutela della prole con un particolare ed ulteriore istituto il cui scopo e natura giuridica hanno trovato non sempre unanimi dottrina e giurisprudenza. 1 Si tratta di 1 Sull’istituto in generale v. principalmente: P. Schlesinger, Comunione legale, in Commentario rif. dir. di fam., diretto da L. Carraro, G. Oppo , A. Trabucchi, t. I, p. I., Padova 1977, p. 448- 449; F. Corsi, Il regime patrimoniale della famiglia, in Trattato di dir. civ. e comm., A. Cicu – F. Messineo, VI, t. I, sez. I, Milano 1979, p. 199; F. Santosuosso, Della comunione legale, in Delle

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Claudia Santucci Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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