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Università e Sviluppo Locale: il caso del Polo Universitario ''Città di Prato''

Oggetto della tesi è il ruolo che il Polo universitario di Prato ha avuto per la promozione dei processi di sviluppo locale nell’area geografica pratese. Si tratta di un ruolo innovativo rispetto alle tradizionali università italiane: la proposta di percorsi universitari “nuovi” fortemente collegati al mondo del lavoro attraverso tirocini formativi ed interventi dei testimoni di settore, il coinvolgimento di attori collettivi rappresentanti del mondo produttivo, artigianale, sociale e politico nella stessa società di gestione del Polo universitario, ed infine, l’offerta di servizi molteplici e trasversali a diverse aree (dalla “galleria del vento” per gli studi di ingegneria aerodinamica, ai “laboratori di relazioni industriali”, ai servizi di “placement”, ecc.), rappresentano i fattori che hanno contribuito a rendere questo Polo universitario fortemente innovativo ed originale, oltreché “volano” di sviluppo locale per l’area territoriale toscana.

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Introduzione: Il ruolo delle università all’interno e nei confronti della promozione dei processi di sviluppo locale è il tema principale che questa tesi si propone di seguire ed analizzare per quanto riguarda il caso del Polo Universitario “Città di Prato”. La sede universitaria nasce nei primi anni Novanta come sede decentrata di alcuni corsi dell’Università degli studi di Firenze: collocata nel cuore della città di Prato, ha visto crescere progressivamente la sua importanza sia per quanto riguarda la funzione e l’offerta formativa, sia per i progetti di studio e di ricerca che ha ospitato e supportato, sia per i legami che ha instaurato con gli attori collettivi locali pubblici e privati. La tematica analizzata si inserisce all’interno del dibattito sullo sviluppo locale che si è affermato negli ambienti scientifici ed accademici soprattutto a partire dagli anni Settanta con gli studi di Giacomo Becattini e dei suoi discepoli su un particolare modello di sviluppo locale: quello del distretto industriale come modello di organizzazione della produzione. Becattini aveva a lungo studiato le teorie di Alfred Marshall, elaborando, interpretando ed approfondendo alcuni concetti chiave per lo studio del distretto industriale (Becattini, 1979). Gli studi che si sono susseguiti nel tempo fino ai giorni odierni hanno evidenziato come lo sviluppo locale non debba essere identificato solamente con il distretto industriale, ma riguardi una molteplicità di paradigmi, per esempio quello dell’impresa rete o dei distretti tecnologici. Lo sviluppo locale è un argomento oggi fortemente ricorrente in una molteplicità di discipline (da quelle economiche, a quelle sociologiche fino a quelle politiche) soprattutto in considerazione dei cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato le economie locali, nazionali, europee ed internazionali: stiamo parlando dei fenomeni legati alla globalizzazione. In realtà questo fenomeno è antico ed ha sempre caratterizzato le diverse epoche storiche, ma negli ultimi anni è stato particolarmente incisivo per quanto riguarda le sue conseguenze economiche e sociali, ed ha quindi determinato l’interesse da parte di molti studiosi ad analizzarlo per spiegare ed individuare soluzioni ed opportunità che esso potrebbe fornire ai moderni sistemi economici, in modo da limitarne gli aspetti negativi e facilitare, invece, quelli positivi. Le economie nazionali si sono aperte agli scambi eliminando una serie di barriere protettive che in passato avevano fatto parlare di un loro atteggiamento di chiusura 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Claudia Torrini Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.