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Il Jus Variandi nei contratti bancari di finanziamento

problematiche inerenti il potere di modifica unilaterale delle banche e degli operatori del settore bancario, con espresso riferimento ai passaggi storico-legislativi (N.U.B., l. 154/92, T.U., Dir. CEE 93/13, artt. 1469-bis e ss. c.c.) inerenti la trasparenza e la correttezza nei rapporti con i clienti; in particolare uno sguardo alle clausole abusive nei contratti con i consumatori, alla tutela del contraente debole (Banca d’Italia, disciplina anti-usura, codici di autodisciplina e Ombudsman bancario), al jus variandi in particolari tipi di contratti.

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Introduzione: il jus variandi L’espressione jus variandi indica il diritto potestativo di un contraente di modificare ex uno latere il vincolo contrattuale senza necessità di avere il consenso dell’altra parte. Il jus variandi come potere è consentito nelle ipotesi espressamente previste dal legislatore; ciò accade, ad esempio, per gli operatori del settore bancario e finanziario, per cui la legge n.154 del 1992 e poi il testo unico bancario al Titolo VI, lo riconosce e regolamenta, così come per i contratti aventi ad oggetto servizi finanziari in base ai commi 4, 5, 6, 7 dell’art.1469-bis c.c. ; in via generale, in base ai numeri 11, 12, 13 del comma 3 del medesimo articolo (il quale, assieme agli articoli del codice civile del Capo XIV-bis, definisce il criterio per segnalare l’abusività di clausole che sono state ritenute ammissibili da altre disposizioni di legge). Nella teoria classica è sempre stata evidenziata l’intangibilità del libero volere e della libertà contrattuale; con la normazione del jus variandi ciò si è ridimensionato in quanto ci si è chiesti quale sia la fonte su cui si basa il diritto potestativo di una sola delle parti contraenti di modificare il contenuto del contratto. Si è quindi cercato di contemperare le esigenze dell’attività imprenditoriale della banca con quelle della clientela. Non tutti i problemi però sono stati risolti attraverso le varie leggi succedutesi nel tempo: per esempio non si capisce appieno se la disciplina del jus variandi sia di tipo generale (applicabile a tutti i tipi di contratto) oppure di tipo particolare (ai soli contratti, per esempio, finanziari o bancari, oppure ai contratti di subfornitura in cui però la disciplina propende per la non possibilità di esercitare il jus IV

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Annalisa Fabbri Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.