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Benessere organizzativo e progettazione ergonomica: il caso del Comune di Anzio

Da circa venti anni la Pubblica Amministrazione si confronta con esigenze la cui corsa evolutiva subisce continue accelerazioni: il risultato consiste in un complesso processo di riorientamento e rinnovamento delle norme, delle procedure, delle strategie d’azione, delle modalità di gestione, della cultura e dello stesso modo di intendere il ruolo amministrativo nell’ambito del contesto sociale. In questa prospettiva si collocano i molteplici strumenti di cambiamento amministrativo pensati ed attuati in Italia a partire dagli anni Ottanta ed ancora oggi in piena evoluzione: un simile contesto necessita una gestione accorta, fatta da persone con competenze specifiche ed aggiornate che sappiano agire e comunicare in maniera sistemica. Ma questo non basta: secondo le moderne teorie organizzative chi lavora nella Pubblica Amministrazione dovrebbe sviluppare un forte senso di appartenenza, sentirsi motivato, essere conscio dell’importanza del proprio lavoro e della centralità del proprio ruolo.
Il principio da cui questo lavoro si sviluppa, la centralità del fattore umano come conditio sine qua non per una più alta qualità ed efficienza del lavoro, si colloca all’interno dell’approccio ergonomico, del quale, insieme all’interdisciplinarietà degli apporti ed alla contestualità delle analisi e degli interventi, costituisce l’aspetto caratterizzante. Le metodologie scelte, l’indagine esplorativa sul benessere organizzativo del Programma Cantieri del Dipartimento della Funzione Pubblica e la formazione-intervento si pongono all’interno di un’ottica particolarmente attenta alla cura e valorizzazione delle risorse umane, nella convinzione dello stretto legame esistente tra qualità della prestazione e cultura dell’organizzazione “in salute”.
Tramite l’indagine dei Cantieri e la formazione-intervento, la prima volta alla rilevazione delle criticità, la seconda alla progettazione di interventi di miglioramento, si è indotto il Comune di Anzio, amministrazione finora “digiuna” di politiche di ascolto del personale e di strumenti di progettazione partecipata, ad avvicinarsi ad approcci di condivisione delle strategie e dei progetti, con lo scopo di stimolare un graduale processo culturale ed operativo improntato al ben-essere.
Le risposte ottenute e le iniziative intraprese dall’Ente dimostrano come l’impianto teorico sul quale si basano tali approcci - la risorsa umana come principio generale di indirizzo - avvii effettivamente percorsi di autoanalisi e prospettive di miglioramento anche in organizzazioni “inesperte”, fino a farne un veicolo di conoscenza per il territorio e per le altre organizzazioni.

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1 Introduzione Sopra la cornice della porta c’è una placca metallica lunga e stretta, rivestita di smalto. Su sfondo bianco, le lettere nere annunciano Conservatoria Generale dell’ Anagrafe. Lo smalto è crepato e sbrecciato in alcuni punti. La porta è antica, l’ultimo strato di vernice marrone si sta scrostando, le venature del legno, visibili, ricordano una pelle striata. Ci sono cinque finestre sulla facciata. Appena si varca la soglia, si sente l’odore della carta vecchia. Josè Saramago, Tutti i nomi, Einaudi, Torino, 1998, p.3 (trad. di Rita Desti). L’immagine nettamente negativa che ancora oggi contraddistingue l’apparato statale deriva dal forte distacco che il cittadino ha in passato avvertito: una lontananza dovuta alla lentezza e alla complessità della burocrazia, alla lontananza e diffidenza percepita nei confronti delle esigenze dell’utente, ad un atteggiamento di resistenza al cambiamento e di tenace custodia delle consuetudini. Il problema non risiede solo nei sistemi organizzativi, negli strumenti gestionali, nella mancanza di efficienza e capacità, ma si trova profondamente radicato nella mentalità, nella cultura. La Pubblica Amministrazione, in quanto creatrice di valore per la collettività, dovrebbe fondare la propria mission sulla centralità dell’ individuo-cittadino e sui valori di equità e pluralismo, quindi, di democrazia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessia Marzolini Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.