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I problemi etici della diagnosi genetica post-natale e della medicina predittiva

Negli ultimi anni grazie ai progressi delle tecniche di biologia molecolare ed al rapido sviluppo di studi sul genoma umano, sono stati identificati numerosi geni responsabili di malattia o di aumentata suscettibilità a determinate patologie. Tutto questo ha portato allo sviluppo di un grande numero di test genetici, molti dei quali già in uso nella pratica clinica, con lo scopo di diagnosticare una certa malattia in un soggetto sintomatico, o predire il rischio di malattie in soggetti non ancora sintomatici. Sono ogni giorno di più i test genetici che, sotto la spinta di laboratori accademici e commerciali, vengono messi a punto
in previsione di un loro utilizzo nella prassi medica: dai test per malattie «ereditarie» come la Fibrosi Cistica , la Corèa di Huntington o la Distrofia Muscolare,a test per patologie degenerative non ereditarie, che si manifestano in età giovanile o adulta, come il diabete,vari tipi di tumori, l’ipertensione o la Malattia di Alzheimer. Esistono anche test per malattie mentali come ad esempio quello per la X-fragile, in cui il gene difettoso è responsabile del ritardo mentale. E’ prevedibile che nei prossimi anni questa gamma di test si ampli ulteriormente e soprattutto che se ne espanda l’uso, con delle profonde ripercussioni sulla pratica clinica,dove si assisterà a modificazioni significative nell’attuale scenario della diagnostica, della prognostica e della terapia. Questi sviluppi nella medicina e nella genetica hanno portato ad un vivace dibattito tra operatori sanitari, ricercatori di base, giuristi, esperti di bioetica ed opinione pubblica circa i potenziali benefici e rischi dei test genetici. Numerosi sono infatti i dubbi che, per problemi e considerazioni di natura etica, legale, politica e sociale, vengono sollevati da questo che è certamente un notevole progresso medico-scientifico, ma che avendo comunque l’uomo come suo oggetto e come suo fine dovrà, in base alle istanze etiche che verranno perseguite e alle scelte etiche che verranno fatte, seguire un orientamento. Un orientamento che potrà essere pacifico e costruttivo, solo se rispettoso della dignità dell’essere umano e del suo bene primario, la vita. Oppure potrà assumere un orientamento manipolatorio e distruttivo, degradante e pericoloso per il futuro dell’uomo.

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2 Introduzione Negli ultimi anni grazie ai progressi delle tecniche di biologia molecolare ed al rapido sviluppo di studi sul genoma umano, sono stati identificati numerosi geni responsabili di malattia o di aumentata suscettibilità a determinate patologie. Tutto questo ha portato allo sviluppo di un grande numero di test genetici, molti dei quali già in uso nella pratica clinica, con lo scopo di diagnosticare una certa malattia in un soggetto sintomatico, o predire il rischio di malattie in soggetti non ancora sintomatici. Sono ogni giorno di più i test genetici che, sotto la spinta di laboratori accademici e commerciali, vengono messi a punto in previsione di un loro utilizzo nella prassi medica: dai test per malattie «ereditarie» come la Fibrosi Cistica , la Corèa di Huntington o la Distrofia Muscolare,a test per patologie degenerative non ereditarie, che si manifestano in età giovanile o adulta, come il diabete,vari tipi di tumori, l’ipertensione o la Malattia di Alzheimer. Esistono anche test per malattie mentali come ad esempio quello per la X-fragile, in cui il gene difettoso è responsabile del ritardo mentale. E’ prevedibile che nei prossimi anni questa gamma di test si ampli ulteriormente e soprattutto che se ne espanda l’uso, con delle profonde ripercussioni sulla pratica clinica,dove si assisterà a modificazioni significative nell’attuale scenario della diagnostica, della prognostica e della terapia. Questi sviluppi nella medicina e nella genetica hanno portato ad un vivace dibattito tra operatori sanitari, ricercatori di base, giuristi, esperti di bioetica ed opinione pubblica circa i potenziali benefici e rischi dei test genetici. Numerosi sono infatti i dubbi che, per problemi e considerazioni di natura etica, legale, politica e sociale, vengono sollevati da questo che è certamente un notevole progresso medico-scientifico, ma che avendo comunque l’uomo come suo oggetto e come suo fine dovrà, in base alle istanze etiche che verranno perseguite e alle scelte etiche che verranno fatte, seguire un orientamento. Un orientamento che potrà essere pacifico e costruttivo, solo se rispettoso della dignità dell’essere umano e del suo bene primario, la vita. Oppure potrà assumere un orientamento manipolatorio e distruttivo, degradante e pericoloso per il futuro dell’uomo.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Paola Zinzi Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3703 click dal 30/01/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.