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I contratti di licenza per l'uso del software

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Di Leo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: FrancescoCardarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

La tesi affronta la vasta gamma di soluzioni contrattuali esistenti nell'ordinamento per la licenza dei software.

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1. CONTRATTI “DI SOFTWARE”: QUESTIONI GENERALI Tra i c.d. contratti ad oggetto informatico 1 particolari problematiche sono connesse all’analisi dei contratti aventi ad oggetto i programmi per elaboratore. La prima delle questioni che ci si trova ad affrontare è quella relativa alla incidenza sul negozio della natura particolare del bene informatico software, complicata poi dal suo inquadramento nell’ambito della legge sul Diritto d’Autore 2 . Per comprendere la delicatezza del problema basta pensare alle diverse conseguenze prospettate in dottrina derivanti dalla natura, peraltro controversa, di bene immateriale ovvero materiale. Così, se Di Giandomenico afferma, 1 In dottrina sono state proposte varie classificazioni per i “contratti di informatica”. Principalmente due i criteri elaborati: - il c.d. criterio oggettivo, che fa riferimento all’oggetto del contratto che può consistere in un hardware, un software o un sistema informatico completo, ovvero in servizi informatici. - il c.d. criterio soggettivo, si riferisce invece ai soggetti del contratto, avendo riguardo cioè alla natura dei soggetti contraenti . In base al criterio oggettivo si è distinto tra: contratti ad oggetto informatico e contratti informatici ( al cui interno TOSI distingue i contratti ad “esecuzione telematica” da quelli a “conclusione informatica” (TOSI ,“I contratti di informatica”, Milano, 1993, p. 73 ss.; v. anche ROPPO, “I contratti per la fornitura di servizi telematici” in AA.VV. “I contratti di informatica: profili civilistici, tributari e di bilancio” a cura di G. ALPA e V. ZENO- ZENCOVICH, Milano, 1987, p. 318 ss.) Tra i contratti ad oggetto informatico è stata proposta da LOSANO, BONAZZI e TRIBERTI ( vedi: LOSANO: Corso di informatica giuridica, II. Diritto privato dell’informatica”, Torino,1986, p 48 ss. ; BONAZZI- TRIBERTI: “I Contratti dell’informatica”, Milano, 1990, p. 38 ss.) una articolatissima classificazione nella quale trova collocazione la, nell’ambito della species “Contratti di utilizzazione del computer”, la subspecies “Contratti di software”. E’ nell’ambito di questa ultima categoria che ricade la fattispecie negoziale della licenza d’uso, oggetto di questo studio. Con riferimento al criterio soggettivo si è innanzi tutto osservato come esista una parte c.d. necessaria del contratto (il produttore, il rivenditore o il fornitore di servizi informatici) ed una parte c.d. variabile (consumatore, il professionista, la Pubblica Amministrazione) (vedi: TOSI, op.ult.cit., p. 77 ss.). A proposito di questa classificazione, osserva F.CARDARELLI come “la sola distinzione effettivamente rilevante sul piano giuridico riguarda la presenza della Pubblica Amministrazione come contraente, dal momento che, indipendentemente dalla qualificazione giuridica dei singoli contratti, essa determina l’insorgere di una fattispecie procedimentale destinata a dare evidenza alle ragioni di pubblico interesse per le quali una certa decisione è stata adottata (c.d. evidenza pubblica)” (CARDARELLI: “Efficienza e razionalizzazione dell'attività amministrativa : i contratti ad oggetto informatico nella pubblica amministrazione” Camerino, 1996, p.37 ss.) Delle problematiche relative ai contratti ad oggetto informatico con la P.A. ci si occuperà nel Cap. 5. 2 Il D.lgs n 518 del 1992 introduce una intera sezione dedicata ai Programmi per elaboratore, agli artt. 64-bis e ss. Della l. n 633 del 1941. 2

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Parole chiave

contratti ad oggetto informatico
contratti della pubblica amministrazione
direttiva stanca
diritto d'autore
licenza d'uso
locazione di software
open source
programma
software

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