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L'Accordo di Basilea II e l'organizzazione dei Sistemi Informativi bancari: il caso UniCredit Group

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Attanasio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Marcello Martinez
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 247

Il primo gennaio 2007 è entrato in vigore il Primo Pilastro del Nuovo Accordo sul capitale di Basilea II il cui obiettivo è aumentare la sensibilità al rischio e la capacità di misurarlo attraverso l’introduzione dei sistemi di rating.L’Accordo propone un set di regole per misurare il rischio a complessità crescente (1° Pilastro), inserito in un ambito di rinnovato e attivo intervento della vigilanza (2° Pilastro) e di maggior comunicazione, al fine di favorire la formazione di una consistente disciplina di mercato (3° Pilastro). Sarà, dunque, una rivoluzione.Lo sarà per le banche, alle quali l’Accordo si rivolge direttamente, ma lo sarà anche per le imprese, che dal sistema bancario traggono quotidianamente la linfa per vivere e continuare a crescere.Basilea II comporterà, quindi, per le banche una profonda evoluzione nell’adozione di sistemi informativi e nei tecnicismi del sistema di fare banca essendo costrette a monitorare in modo ancor più puntuale le varie tipologie di rischio insite nell’attivo, perché l’operatività sarà vincolata in modo sempre più stringente al patrimonio. Il capitale stesso diverrà, dunque, una risorsa da utilizzare con crescente parsimonia.Tutto ciò modificherà, di fatto, il rapporto banca/imprese,per quanto riguarda il sistema di valutazione delle imprese che richiedono alle banche crediti per lo sviluppo della loro attività operativa e per la loro crescita, legata alla creazione di valore. Alle imprese sarà soprattutto richiesto un importante sforzo verso una maggiore trasparenza e verso lo sviluppo dell’Area Finanza, spesso trascurata.L’avvento di Basilea II ha generato una serie di timori in Italia, sia nel settore bancario che in quello imprenditoriale, per delle conseguenze che possono essere riassunte nella maggiore difficoltà di accesso al credito o in un maggior costo del prestito praticato dalle banche alle imprese, in particolare alle piccole e medie, spesso sottocapitalizzate, che rappresentano da sempre il prototipo aziendale italiano.
Il mio lavoro si prefigge, di fatto, alcuni importanti obiettivi.
Nel primo capitolo si intende delineare la struttura del Nuovo Accordo sul capitale partendo dalla composizione del Comitato di Basilea e dal primo Accordo del 1988, detto “Basilea I”;di seguito, si prosegue con la misurazione del rischio, il concetto dell’attivo ponderato e dei coefficienti di ponderazione fino a giungere ai pro e contro dell’Accordo.
Inoltre si descrive il passaggio da Basilea I a Basilea II. Si giunge, quindi,a Basilea II e al contenuto dei relativi tre pilastri che riguardano la migliore conoscenza dei bisogni dei clienti e la maggiore trasparenza del processo creditizio, su cui si poggia la “rivoluzione” delle regole di adeguatezza patrimoniale volto ad assicurare una copertura più ampia dei rischi e ad una loro precisa misurazione. Continuando la trattazione, si arriva agli approcci al rischio di credito: i sistemi di rating interni ed esterni ed infine al rischio operativo con le relative metodologie di misurazione.Con il secondo capitolo si intende percorrere l’ evoluzione dei sistemi informativi bancari dagli anni Settanta agli anni Novanta e delineare il rapporto tra le tecnologie e l’organizzazione; in special modo il cambiamento organizzativo in banca dovuto all’evoluzione tecnologica della funzione sistemi informativi, quindi, le attività della Funzione Sistemi Informativi (FSI) e le tecnologie dell’informazione adottate. Si prosegue con l’introduzione di un Sistema Informativo in banca evidenziando le fasi di pianificazione di un Sistema Operativo e gli elementi necessari per l’integrazione e per rendere il sistema affidabile e sicuro.Si definisce, inoltre, il rapporto tra la FSI e i clienti. Si analizzano, in seguito, i costi di un sistema informativo e si valutano le possibili soluzioni all’aumento dei costi attraverso l’esternalizzazione della gestione del sistema informativo o alla decentralizzazione dello stesso. Il terzo capitolo descrive lo strumento che rappresenta “la chiave di volta” del nuovo Accordo, ossia il rating. Si parte dalla definizione di rating fino a giungere alla determinazione dell’esposizione al rischio identificando le classi di esposizione e le singole componenti dello stesso. Si arriva, poi, al rating esterno, le caratteristiche tecniche e le modalità di concessione da parte delle agenzie ed il modello di scoring per la previsione dell’insolvenza. Si prosegue trattando gli effetti dell’implementazione di un modello di governo del rischio di credito evidenziando le maggiori problematiche quali quelle relative alla fase preliminare di analisi progettuale e di pianificazione formale. Si conclude delineando le fasi dello sviluppo e le caratteristiche del sistema informativo. L’ultimo capitolo, il quarto, analizza un caso aziendale: il Gruppo UniCredit.

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5 Introduzione Il primo gennaio 2007 è entrato in vigore ufficialmente il Primo Pilastro del Nuovo Accordo sul capitale di Basilea II il cui obiettivo è aumentare la sensibilità al rischio e la capacità di misurarlo attraverso l’introduzione dei sistemi di rating. L’Accordo propone un set di regole per misurare il rischio a complessità crescente (1° Pilastro), inserito in un ambito di rinnovato e attivo intervento della vigilanza (2° Pilastro) e di maggior comunicazione, al fine di favorire la formazione di una consistente disciplina di mercato (3° Pilastro). Sarà, dunque, una rivoluzione. Lo sarà per le banche, alle quali l’Accordo si rivolge direttamente, ma lo sarà anche per le imprese, che dal sistema bancario traggono quotidianamente la linfa per vivere e continuare a crescere. Basilea II comporterà, quindi, per le banche una profonda evoluzione nell’adozione di sistemi informativi e nei tecnicismi del sistema di fare banca essendo costrette a monitorare in modo ancor più puntuale le varie tipologie di rischio insite nell’attivo, perché l’operatività sarà vincolata in modo sempre più stringente al patrimonio. Il capitale stesso diverrà, dunque, una risorsa da utilizzare con crescente parsimonia. Tutto ciò modificherà, di fatto, il rapporto banca/imprese, segnatamente per quanto riguarda il sistema di valutazione delle imprese che richiedono alle banche crediti per lo sviluppo della loro attività operativa e per la loro crescita, legata alla creazione di valore. Alle imprese sarà soprattutto richiesto un importante sforzo verso una maggiore trasparenza e verso lo sviluppo dell’Area Finanza, spesso trascurata. L’avvento di Basilea II ha generato una serie di timori in Italia, sia nel settore bancario che in quello imprenditoriale, per delle conseguenze che possono essere riassunte nella maggiore difficoltà di accesso al credito o in un maggior costo del prestito praticato dalle banche alle imprese, in particolare alle piccole e medie, spesso sottocapitalizzate, che rappresentano da sempre il prototipo aziendale italiano. Il mio lavoro si prefigge, di fatto, alcuni importanti obiettivi.

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