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La tutela giuridica dei lavoratori turchi nell'Unione europea. Analisi critica alla luce della giurisprudenza della corte di giustizia.

Ci si è domandato se di fronte alla prospettiva dell’adesione della Repubblica Turca alla Comunità Europea e se, facendo riferimento unicamente alle disposizioni relative al principio di non discriminazione e di rispetto delle diversità culturali contenute nel Trattato di Amsterdam, si possa garantire la tutela e l’integrazione della comunità turca nella società europea. Sembra, infatti, che, tali disposizioni siano in contraddizione con il principio fondamentale della difesa del valori comuni europei. Se la Turchia dovesse aderire all’Unione Europea, essa rischia di diventare uno Stato comunitario, non di certo europeo. Le disposizioni del Trattato che promuovono l’edificazione della Comunità basata sui valori europei potrebbero provocare l’effetto opposto all’integrazione di uno Stato extraeuropeo che non condivide il retaggio culturale comune ai Paesi membri.
Alla luce delle considerazioni sopra svolte, la Comunità Europea non appare affatto pronta ad aprirsi verso una civiltà con profonde divergenze culturali come la comunità islamica; invece di costituire un fattore di arricchimento in una società multiculturale del Terzo Millennio, l’ingresso di un Paese mussulmano rischia di rivoluzionare il complesso dei principi fondamentali sui quali la Comunità Europea si è formata.

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6 Introduzione I cittadini turchi costituiscono la comunità più numerosa di immigrati nell’Unione Europea 1 ; risulta, quindi, interessante analizzare il quadro della tutela giuridica accordata a detti lavoratori in vista della futura adesione della Repubblica Turca all’Unione Europea 2 . Sono state esaminate, innanzitutto, le relazioni tra la Comunità Europea e la Turchia, iniziate con la firma dell’Accordo di Associazione del 1963 3 ,seguendone le tappe principali. L’obiettivo è stato, in un primo tempo, il raggiungimento dell’unione doganale 4 , entrata in vigore il 31 dicembre 1995, fino ad arrivare ai più recenti sviluppi che vedono l’avvicinamento progressivo della Turchia al progetto di adesione alla Comunità. I negoziati sono stati costantemente condizionati da problemi geopolitici: da un lato, la questione cipriota, cioè l’invasione e l’occupazione turca dell’isola che costituisce un grave fattore di instabilità nella regione egea 5 ; dall’altro, le difficili relazioni tra 1 I cittadini di nazionalità turca residenti nel territorio comunitario sono circa due milioni e mezzo [ cfr. sito internet <http://europa.eu.int/comm/eurostat>] 2 Si veda, in proposito, il preambolo dell’Accordo di Associazione CEE-Turchia del 1963 [ cfr il § 1.3.1] , il quale prevede espressamente la possibilità dell’adesione della Turchia alla Comunità, nonché le conclusioni del Consiglio europeo di Helsinki del 10-11 dicembre 1999 che si è “compiaciuto dei recenti sviluppi positivi verificatesi in Turchia come rilevato nella relazione della Commissione sui progressi compiuti, nonché dell’intenzione di tale paese di proseguire le riforme per conformarsi ai criteri di Copenaghen. La Turchia è uno Stato candidato destinato ad aderire all’Unione in base agli stessi criteri applicati agli altri Stati candidati. Avvalendosi dell’attuale strategia europea, la Turchia beneficerà di una strategia di preadesione volta a incentivare e sostenere le sue riforme” [ cfr il § 1.1.2]. 3 In “GUCE” L 217 del 29.12.1969 pag. 3685-3708. 4 L’unione doganale ha rappresentato un risultato eloquente che ha richiesto l’armonizzazione del regime commerciale e finanziario della Turchia, la creazione di nuove strutture di coordinamento e il riadattamento dei maggiori flussi economici; con il passaggio all’unione doganale nel dicembre 1995 la Turchia è diventata il paese che possiede la relazione economica più stretta e con l’economia più integrata alla Comunità Europea rispetto a qualsiasi altra nazione non-membro. 5 La questione di Cipro è un tipico problema internazionale di invasione e occupazione di uno Stato membro dell’ONU da parte di un altro. Ventisei anni dopo l’invasione turca e nonostante una serie di Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Repubblica Turca rifiuta di ritrarre le proprie forze d’occupazione sparse sul 37% dell’isola. Più di trentacinquemila truppe turche sono stazionate illegalmente nella parte settentrionale di Cipro, che risulta essere una delle aree maggiormente militarizzate del mondo.

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Informazioni tesi

  Autore: Beatrice Mondoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Mariapia Belloni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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