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Evoluzione della politica distributiva della banca: dallo sportello tradizionale al virtual banking

Informazioni tesi

  Autore: Cristiano Contigiani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
  Relatore: Arturo Paternello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Partendo dall'analisi della distribuzione bancaria tradizionale, sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista dei costi e delle performance, si sono analizzate le forme distributive più innovative, soffermando l'attenzione sulla struttura delle stesse, il funzionamento, i costi, arrivando a personali considerazioni sulle caratteristiche "desiderabili" o "sconvenienti" ai fini dell'accettazione da parte del pubblico.

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4 1.1 Dal blocco delle aperture di nuovi sportelli alla liberalizzazione. Il sistema bancario italiano è stato caratterizzato in passato non solo da forti barriere all’entrata di nuovi operatori, ma anche da una pesante rigidità della propria struttura distributiva ; infatti non solo l’ingresso di nuovi soggetti bancari nel mercato, ma anche l’apertura di nuovi sportelli da parte di soggetti già operanti nel sistema creditizio erano sottoposti a determinati vincoli 1 . 1.1.1. Evoluzione normativa La situazione antecedente alla legge bancaria del 1926 era caratterizzata da una legislazione in pratica inesistente in conseguenza della quale si aveva una crescita confusa e disordinata del numero delle banche. Ai sensi della legge bancaria del 1926 2 era il Ministero delle Finanze ad avere il potere autorizzatorio riguardo l’apertura di banche e filiali bancarie. Questo potere autorizzatorio era talmente ampio che qualora il Ministro delle Finanze non avesse riconosciuto “la utilità e la convenienza di accordare l’autorizzazione”, esso non l’avrebbe concessa 3 . Negli anni a seguire il potere autorizzatorio passò nelle mani di diverse autorità : esso infatti spettò, ai sensi della legge bancaria del 1936, all’Ispettorato ; in seguito venne riconosciuto al Ministero del Tesoro, ed infine venne attribuito nel 1947 alla Banca d’Italia. Nonostante siano spesso cambiati i soggetti abilitati all’esercizio della competenza in questione, mai è cambiato il metro di giudizio, il criterio di valutazione delle richieste di apertura di nuove banche o filiali 4 . Solo dopo trenta anni, con la dir. CEE 77/780, si prevede finalmente che le domande di costituzione, e di espansione territoriale, delle banche non possano essere più esaminate in funzione delle esigenze economiche del mercato 5 . Ma dovrà passare ancora del tempo prima che la direttiva 77/780 trovi applicazione anche in Italia. Nonostante la dir. 77/780 la situazione in Italia resta infatti immutata. Nel 1978 la Banca d’Italia inizia l’espansione controllata delle rete distributiva tramite il primo piano sportelli (vedi tav.1 6 ) : si autorizza con esso l’apertura di 375 nuovi sportelli 7 . Nello stesso anno il CICR, con una delibera, oltre ad abolire il divieto di coesistenza nelle medesime piazze di banche appartenenti alla stessa categoria istituzionale, stabilisce le regole cui la Banca d’Italia avrebbe dovuto attenersi per autorizzare l’apertura o il trasferimento degli sportelli : “favorire i trasferimenti di sportelli da aree sopraservite ad aree sottoservite avendo cura, nei limiti del possibile, di non privare dei servizi bancari le piazze dotate di uno sportello ; [favorire] una integrazione delle infrastrutture bancarie nelle zone non sufficientemente servite, in relazione alle necessità di sviluppo attuali e prospettiche delle singole aree ; [favorire] un più omogeneo grado di 1 Per l’esposizione della regolamentazione degli sportelli i riferimenti bibliografici sono a : - R.De Bonis, F.Farabullini, F.Fornari, “L’apertura di sportelli bancari dopo la liberalizzazione : andamento e determinanti”, in Temi di discussione Banca d’Italia, n.235 Nov.1994 - Appendice - - R.Costi “L’ordinamento bancario”, seconda edizione, Bologna, Il Mulino, 1994. 2 RDL 1511/1926 e RDL 1830/1926 3 R. Costi, op. cit. 4 Da allora lo scopo perseguito dalle autorità di vigilanza è stato quello della stabilità delle aziende di credito e del sistema bancario nel suo complesso : in conseguenza di questo si rileverà un bassissimo tasso di concorrenza e, nel periodo 1946-1976, una riduzione del numero di banche accompagnata da un modesto incremento nel numero degli sportelli. 5 All’Italia viene però concesso un periodo di differimento dei termini di applicazione della direttiva “per difficoltà tecniche o strutturali del sistema bancario”. 6 A.M.Tarantola, F.Parente, F.Trimarchi, “Note in tema di liberalizzazione degli sportelli e concorrenza”, in Banca Impresa e Società, n.1 1994, pag. 53 7 Obiettivo dichiarato delle autorità di vigilanza era quello di indurre le banche ad essere più efficienti tramite un aumento della concorrenza nel mercato bancario, aumento da conseguirsi grazie ai tre piani sportello (1978, 1982, 1986). Concorrenza però da perseguire senza arrecare danno alla stabilità del sistema.

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