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Le politiche del lavoro in un'ottica di genere

L'analisi parte dalla definizione del contesto di riferimento per le politiche di genere. vengono quindi ripercorse le tappe principali del processo incrementale e additivo che ha portato il tema delle pari opportunità al "centro della corrente" del policy making comunitario. Dopo aver introdotto il tentativo di sviluppo delle politiche di genere in chiave sociale e di legittimità democratica, si passa allo studio di alcune delle problematiche vissute dalle donne nel mondo del lavoro e delle relative proposte di soluzione.
Per quanto riguarda il livello nazionale, vengono ricostruite le specificità del modello di policy italiano, attraverso un'ampia contestualizzazione della normativa e del processo di institution building, tenendo sempre presenti le spinte adattive ingenerate dal fenomeno di europeizzazione. Infine, la presentazione di alcuni casi empirici di studio, estrapolati dall'analisi delle peculiartità del mercato del lavoro emiliano-romagnolo e ricavati dalle interviste condotte con responsabili delle amministrazioni locali, mette in luce da un lato il grado di apprendimento istituzionale, dall'altro le criticità che contraddistinguono il processo di mutamento di policy nel nostro paese.
L'impostazione, vicina all'analisi delle politiche pubbliche, consiste nell'esaminare una serie di istituti e misure di policy da una prospettiva specifica, quella di genere, allo scopo di ricostruire un quadro teorico di riferimento e di esplicitare le relazioni tra i vari temi considerati. Sulla base di questa visione d'insieme vengono quindi tratteggiate le caratteristiche del modello di policy, i progessi ottenuti e le sfide ancora irrisolte. Con questa finalità vengono inoltre proposti alcuni case studies, basati sulle informazioni ricavate da colloqui/interviste, di natura qualitativa, con attori privilegiati. Da una parte è stata ricostruita la rete degli attori e delle relazioni rilevanti, dall'altra sono state sottolineate le contraddizioni insite nel processo di istituzionalizzazione delle politiche di genere. Per quanto riguarda il contesto italiano, è stata riscontrata la trasformazione incompleta del gender regime italiano. Le pressioni esterne ed eterodirette hanno sì favorito l'elaborazione di una delle legislazioni più avanzate e complete e l'istituzioni di diversi organismi di parità, ma non hanno inciso sugli stereotipi e sulle relazioni di genere nei luoghi di lavoro e, soprattutto, in ambito familiare. Non sono quindi state rimosse quelle legacies di natura culturale che permettono il prodursi e il riprodursi delle discriminazioni.

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INTRODUZIONE “In tutte le società avanzate le opportunità di accedere al mercato del lavoro non si distribuiscono in modo proporzionale fra i vari gruppi sociali; in altri termini, tutte le società moderne sono caratterizzate, in misura maggiore o minore, da un certo grado di disuguaglianza delle opportunità occupazionali” [Pisati, 1995, p. 165]. Una delle fonti di questa disuguaglianza, che costituisce l’oggetto di questa tesi, risale a una caratteristica individuale ascritta: il genere. Si tratta di un tema di rilevante attualità, malgrado la scarsa consapevolezza da parte degli stessi soggetti coinvolti (in primis le lavoratrici, ma anche i datori di lavoro e, in parte, gli stessi organismi che si occupano di politiche del lavoro), aiutata dal silenzio e dalla superficialità dei mezzi di comunicazione (all’interno dei quali le questioni relative all’occupazione femminile da un lato tornano ciclicamente alla ribalta solo in occasione della festa della donna, dall’altro vengono presentate come una sorta di processo di “colonizzazione” del mercato del lavoro da parte delle donne). Il progressivo incremento delle forze di lavoro femminili degli ultimi 30-40 anni (il quale più che l’ingresso segna il ritorno delle donne al lavoro retribuito) rappresenta, come vedremo, una delle basi su cui costruire la sopravvivenza e la continuità dell’attuale modello di sviluppo degli Stati europei [Iori, 2004]. Questo richiede l’elaborazione di un nuovo gender contract, che non si limiti a considerare la parità di genere come un “affare di donne”, e quindi come una concessione, ma che riconosca i nuovi bisogni espressi dalle donne quale “precondition for making the clockwork of post-industrial societies tick” [Esping-Andersen, 2002, p. 69]. Per questo motivo, l’analisi della presenza delle donne, nata all’interno delle politiche del lavoro, si è estesa negli ultimi anni ad altri ambiti, come la questione della rappresentanza politica, dell’inclusione sociale, della povertà. L’obiettivo di questa tesi è quello di ricostruire il modello di policy change di fronte alle sfide insite nelle perduranti disparità di genere, che in Italia, più che in altri paesi europei, sono particolarmente acute

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Michela Benini Contatta »

Composta da 249 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.