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La prescrizione del reato

A seguito delle recenti riforme introdotte nel 2005 dalla cd. ex Cirielli, la prescrizione del reato si presta oggi a facili strumentalizzazioni politiche, soprattutto per le vicende giudiziarie che vedono coinvolti taluni "imputati" eccellenti.
Uno sguardo anche alle ragioni di una giustizia "fuori dal tempo" per non dimenticare i grandi crimini della storia: dal caso Priebke al caso Eichmann.

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7 Introduzione Punto di incontro tra la dimensione sostanziale e quella processuale del diritto, la cd. prescrizione del reato costituisce probabilmente una delle manifestazioni più significative del ruolo del tempo nell’ordinamento giuridico. Si tratta di una causa di estinzione del reato, congegnata sul meccanismo del decorso di un certo lasso temporale prestabilito, che inizia dal tempus commissi delicti e termina nel momento della punizione, a cui l’ordinamento attribuisce un preciso effetto giuridico: la definitiva rinuncia alla pretesa punitiva. Al trascorrere del tempo, si attribuisce il compito di recidere definitivamente il legame tra reato e pena, impedendo a quest’ultima di intervenire come conseguenza ineluttabile della commissione di un fatto penalmente illecito. Determinando, così, la frattura di un nesso logico astrattamente inscindibile, la prescrizione viene concepita, almeno nelle intenzioni dei compilatori del codice del 1930, in termini di eccezionalità rispetto alla regola generale, in base alla quale alla commissione di un fatto illecito deve sempre seguire la sua punizione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daria Perrone Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6727 click dal 19/02/2007.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.