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Ciak: il prodotto va in scena. Potenzialità e limiti del product placement

Aston Martin per James Bond, Belstaff per The Aviator, Ray-Ban per Pearl Harbor, Coca-Cola per l’Esorcista, inglobare marche in pellicole di successo è pratica antica quanto il cinema stesso.
Il decreto 28/2004, meglio noto come Decreto Urbani, ha legalizzato anche in Italia la pratica del product placement in riferimento all’industria cinematografica.
Il product placement consiste nell’inserire prodotti di marca o brand all’interno di un film per ottenere un duplice vantaggio: l’apporto di maggiori finanziamenti per la casa di produzione e la visibilità pubblicitaria per l’azienda inserzionista.
I possibili svantaggi sono legati al tipo di inserimento (commerciale, creativo, casuale, negativo) e ai risultati di botteghino. Il successo della pellicola implica e determina il successo (in termini di visibilità e awareness) del brand “piazzato”.

Decretato dagli addetti ai lavori “la pubblicità del futuro”, un placement maturo si integra perfettamente nella sceneggiatura, riducendo un’esposizione gratuita e meramente commerciale della marca e proponendo una perfetta adesione del target del brand a quello del film.
Vantaggi, svantaggi, effetti sugli spettatori/consumatori sono alcuni degli aspetti di questa pratica analizzati dal presente lavoro di tesi, che si conclude con l’analisi dell’italianissimo Il Mio Miglior Nemico (Verdone, 2006), perfetto esempio di placement post Decreto Urbani.
Oltre 15 brand coinvolti, 25% del budget coperto: sono le cifre del film di Verdone, nel quale Audi e Vodafone duellano a colpi di inquadrature diventando subito top of mind nel ricordo degli spettatori.

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6 Introduzione Questo lavoro è nato all’interno della disciplina “marketing delle imprese multimediali”. Il marketing nasce negli anni Cinquanta come vera e propria filosofia d’impresa, in base alla quale, per vendere i propri prodotti e servizi, l’impresa stessa deve soddisfare i bisogni e i desideri dei potenziali compratori. Alcuni elementi come il marketing mix, le ricerche di mercato e quelle sul consumatore sono diventati strumenti ordinari di una azienda marketing oriented, anche perché il quadro attuale del mercato è piuttosto complesso 1 : ξ La concorrenza diventa sempre più accesa e globale ξ I consumatori sono sempre più competenti e consapevoli. Diventano via via più selettivi nelle 1 Dalli D., Romani S., Il comportamento del consumatore, Franco Angeli 2003.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Valentina Tortelli Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.