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Memoria: solo virtù, o anche qualche vizio? (Ricerca Sperimentale)

La nostra identità, ossia chi siamo, dipende dalla capacità di ricordare il passato. Le preferenze, le esperienze fatte, sofferte o no: tutto ha un senso perché sono i ricordi a sostenerlo; la memoria, altro non è, che la capacità di conservare e ricordare le precedenti esperienze.Daniel L. Schacter, direttore del Dipartimento di psicologia della Havard University è impegnato nello studio delle facoltà mnestiche da più di 20 anni, affronta l’ostico, seppure interessante tema dei “vizi” della memoria che sono parte integrante della nostra esistenza. Conoscere i naturali difetti della memoria, come la “distrazione”, il “blocco” o l’”errata attribuzione” serve a capire alcuni limiti, a non fidarsi troppo delle “certezze” che ci fornisce la raffinata macchina cerebrale di cui disponiamo. L’interesse per l’argomento mi ha spinto a condurre un’indagine esplorativa attraverso la quale ho potuto constatare che non sempre uomini e donne si trovano d’accordo su le stesse cose. Dopo aver considerato la memoria attraverso tutte le sue sfaccettature, concludo con il dare qualche suggerimento per migliorare la nostra memoria.

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6 INTRODUZIONE Ci accorgiamo dell’esistenza della memoria nel momento in cui fallisce per un attimo o nel momento in cui per un attimo ci stupisce, regalandoci magari un’immagine dimenticata. Eppure in ogni attimo agisce, coscientemente o incosciamente, legando il passato al presente. Tra ricordi e conoscenze la memoria umana può contenere fino ad un quadrilione d’informazioni. E pensare che non viene del tutto sfruttata: gli esperti ricordano che l’essere umano utilizza solo il 30 % delle potenzialità del proprio cervello e, dunque, della memoria. La nostra identità, ossia chi siamo, dipende dalla capacità di ricordare il passato. Le preferenze, le esperienze fatte, sofferte o no: tutto ha un senso perché sono i ricordi a sostenerlo; la memoria, altro non è, che la capacità di conservare e ricordare le precedenti esperienze. E’ la memoria che permette la continuità della vita interiore, facendo sopravvivere il passato: senza memoria avremmo solo la percezione del presente. Come potrebbe ad esempio un telegramma che ci comunica la morte di una persona cara avere di per sé la forza sufficiente per commuoverci? La memoria quindi non è solo una funzione specifica da educare con l’esercizio, ma anche una condizione generale di tutta la struttura psichica dell’essere umano. La memoria ha suscitato sempre un grande interesse e, appare chiaro, come vedremo in seguito, che essa non costituisce un sistema unitario, ma è divisibile in sottocomponenti distinte. Ricordare chi avesse scritto la frase a inizio capitolo è stata un’impresa ardua, sapere, poi, chi l’avesse scritta fa parte della memoria semantica.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina D'andrea Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1805 click dal 19/02/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.