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Evadere dall'Etnicità. Analisi e critica di una categoria dell'antropologia.

Nel primo capitolo, ho trattato la storia del termine ethnos, concentrandomi maggiormente sul periodo intorno al 1850 in Grecia ed in Europa. L’aspetto sul quale vale la pena soffermarsi è la componente essenzialista che il termine etno sembra portarsi dietro quando raffrontato al contesto dell’avvento del nazionalismo in Europa e in Grecia, dell’influenza delle teorie razziste, e dei primi passi della scienza etnologica.

Nel secondo capitolo ho analizzato l’emergere, dagli anni sessanta in poi, di un interesse antropologico in questioni di etnicità, gruppo etnico, identità etnica, etnia. Questo filone è stato spesso interpretato sotto la dicotomia che opponeva gli strumentalisti (coloro che vedevano l’etnicità come un mero strumento per accaparrarsi risorse) ai primordialisti (coloro che credevano in una primordialità del fenomeno etnico). Questa distinzione, a mio avviso, si è rivelata inutile e fuorviante. La distinzione teorica che rimane tuttora valida è, secondo me, quella che oppone i soggettivisti (chi dà peso a ciò che pensano gli attori) agli oggettivisti (coloro che definiscono un gruppo ‘etnico’ in base a determinati criteri oggettivi). Molti decidono di adottare entrambe le visioni.

Nel terzo capitolo, ho riportato una serie di angolazioni critiche al concetto di etnicità. I motivi di critica sono i seguenti: 1) L’etnicità è solo un concetto antropologico, un’idea partorita dalla mente degli antropologi 2) Il concetto di etnicità è troppo vasto nella sua applicabilità. Comparendo in un grande ventaglio di situazioni, termini come “etnico” finiscono per “dire tutto e dire niente”. 3) L’etnicità è sfuggita all’accademia intrufolandosi nel senso comune, con significati spesso lontani dalle prescrizioni degli antropologi. 4) L’etnicità è inesorabilmente essenzialista e quindi sconveniente politicamente, poiché favorisce (quando non costringe) il formarsi di etnie esclusive ed ostili 5) Il concetto di etnicità è potenzialmente tirannico, in quanto oblitera le differenze locali al fine di catalogarle.

Nel quarto capitolo ho chiamato in causa una serie di questioni teoriche che sono, per certi versi, periferiche ma che aiutano, a mio avviso, a meglio comprendere le problematiche morali, politiche e filosofiche che informano e sono informate dalle concezioni di etnicità. Centrale sarà la discussione sulla modernità dell’etnicità. Qui entreranno in gioco una serie di tematiche come il rapporto fra occidente moderno ed alterità. Queste tematiche saranno riprese anche in chiave post-moderna. Sempre qui troveranno spazio le discussioni sulle diatribe fra multiculturalismo e universalismo e più generalmente sull’identità.

Infine nell’ultimo capitolo, sono andato a veder quali fossero, da un punto di vista metodologico, i punti deboli dell’etnicità. Oltre a ciò, ho gettato anche uno sguardo sul senso comune e gli usi possibili della terminologia etnica in tale ambito, prima di intavolare le conclusioni. In questo capitolo, ma anche in quello precedente, mi sono permesso di inserire, fra le varie parti del testo, mie opinioni e considerazioni. Spero che il mio alternare di linguaggio (dal resoconto tecnico all’opinione personale) non rechi disturbo, anzi faciliti ed “alleggerisca” la lettura.

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1. Mark Stiatti: Evadere dall’etnicità Introduzione Questa tesi di laurea è stata concepita, preparata e realizzata dal sottoscritto Marco Stiatti nell’anno accademico 1999/2000 come conclusione del mio percorso formativo (corso di laurea in filosofia ad indirizzo antropologico, al quale sono iscritto dal 1995) presso l’Università degli Studi di Siena. Questa tesi si prefigge di analizzare, soppesare, e criticare le teorie e le pratiche del discorso antropologico e del linguaggio quotidiano che si fondano sulla nozione di etnicità. Il tema affrontato nel mio lavoro è quindi piuttosto vasto ed è un po’ riduttivo limitarlo allo “studio dell’etnicità”. Cioè, questa è una tesi sull’etnicità, ma lo studio di quest’argomento richiede di mettere insieme una serie di campi e di prospettive così svariate che si va oltre la semplice disquisizione metodologica riguardo all’uso di un concetto antropologico. Se l’etnicità fosse soltanto una categoria antropologica, tecnica, circoscritta all’ambiente universitario, mi sarei dedicato solo allo studio delle teorie accademiche e delle applicazioni di queste nelle ricerche di campo. Ma il fatto è che la terminologia etnica (etnia, etnicità, gruppo etnico, etnocentrismo, etc., cioè tutti quei termini che derivano dal termine greco antico ethnos), non solo ha una storia che segna dei “precedenti”, ma viene anche adoperata (con una certa disinvoltura) nel senso comune. Forse dovrei partire da come si è sviluppata l’idea di fare una tesi su quest’argomento. Debbo dire che, se da un lato questa tesi è scaturita in maniera piuttosto “naturale”, dall’altro l’argomento che trattavo non ha sempre goduto della mia simpatia. Se guardo indietro alle mie opinioni di un paio d’anni fa, l’etnicità era qualcosa che “odiavo”. Mentre cominciavo a capire vagamente cosa si intendesse con l’aggettivo “etnico” (grazie ai corsi universitari ma anche al continuo uso di questa parola nei giornali o in televisione) provavo una sorta di disprezzo, di rabbia nei confronti di tale categoria. Forse, il fatto di essere vissuto per alcuni anni a cavallo fra gli Stati Uniti e l’Italia, ed il conseguente sentimento di “non avere un’identità” nazionale specifica e di considerarmi un po’ un cosmopolita, un cittadino del mondo, mi faceva guardare con un certo distacco i cosiddetti sentimenti identitari “etnici”, che a me parevano chiusi, pre-moderni e, fondamentalmente, barbari. Questo risentimento era acuito anche dal fatto che mi rendevo conto di vivere in un momento storico in cui le identità locali stavano rabbiosamente emergendo per opporsi alla famigerata Globalizzazione. Via via che

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mark Daniel Stiatti Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.