Skip to content

Dissenso e processo penale con giuria. Il ruolo del giudice dissenziente nel sistema processuale interno e di common law

Il presente lavoro intende richiamare ed approfondire il tema dell’opinione dissenziente. Questa, all’interno del processo decisionale del giudice collegiale, rappresenta un elemento di grande democrazia, tuttavia sinora disatteso dal nostro ordinamento.
Le osservazioni in tema di opinione dissenziente sono per lo più formulate in relazione alle decisioni della Corte Costituzionale, ma possono ben riferirsi, il più delle volte, anche alla Corte di Cassazione penale, se non ad ogni giudice penale in composizione collegiale.
Per capire il modello di cui si tratterà, è importante assumere come riferimento la disciplina applicata dai giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti, secondo la quale la formazione della sentenza mediante un complesso di opinions è riservata ai casi più importanti. L’opinione della maggioranza è redatta dal presidente, o da altro giudice dallo stesso eventualmente nominato fra coloro che hanno costituito la maggioranza (sempre che il presidente abbia fatto parte della maggioranza stessa) e le altre opinioni – concorrenti o dissenzienti – sono redatte facoltativamente da altri giudici, secondo una serie di regole procedurali e di norme di correttezza ben precise.
L’illuminante lettura dell’opera di Bob Woodward e Scott Armstrong, The brethren inside the Supreme court, evidenzia come vi siano diverse differenze tra il decision-making process della Corte statunitense e quello della nostra Corte costituzionale: qui l’elemento preponderante è, almeno nelle indicazioni legislative, la collegialità. Tale rilievo se è valido in relazione alle decisioni della Corte costituzionale, lo è a maggior ragione se riferito all’operato della Cassazione penale.
Alla Suprema Corte invece, la collegialità è ridotta alla sola fase iniziale dell’esame del caso. Tutta l’ulteriore fase della stesura si risolve in un articolato e spesso faticoso processo di negoziazione ai fini della stesura della decisione.
Quello dell’opinione dissenziente in realtà non è un istituto del tutto nuovo per il nostro ordinamento, poiché già nel Dispaccio di Bernardo Tanucci all’uditore di Matera del 3 novembre 1753 si affermava che quando il parere di un giudice sia differente da quello degli altri, egli deve firmare la sentenza («non si lasci di firmare quel che la maggior parte ha concluso»), ma può far notare il suo voto nel libro dei voti che resterà segreto (c.d. voto separato). Ancor prima, la ricostruzione di alcuni storici ha rinvenuto esempi di opinioni dissenzienti nella tradizione giuridica medievale e del mondo bizantino, oltre che quello greco.
Quanto poi alla progettazione moderna, questa è stata segnata da una serie di proposte, mai concretamente attuate: dalla riforma regolamentare del progetto Mortati , a quella per la legge comune di Rodotà , fino a quella con atto costituzionale proposta da De Martino , seppur compresa nel quadro di un più ampio progetto di modifiche relative alla Corte Costituzionale.
In seguito l’argomento ha avuto qualche debole eco nei lavori della Commissione parlamentare Bozzi per le riforme istituzionali, senza però essere oggetto di particolare considerazione e senza tradursi in proposte concrete.
L’interesse per questo problema non è neppure molto diffuso nella dottrina, com’è dimostrato dal fatto che esso per lungo tempo è stato per lo più ignorato anche dai più attenti studiosi della giustizia costituzionale italiana .
Quello della dissenting opinion è uno strumento potenzialmente «forte», che può dare un fattivo, non marginale concorso al rinnovamento della vite delle istituzioni ed arricchire la comunità, rendendola più consapevole, ma anche più vigile e partecipe .
Notevole approfondimento ha invece ottenuto l’istituto, specie in relazione alle sue capacità di inserimento e di adattamento in un sistema di tipo continentale, in Germania, soprattutto negli anni sessanta e fino alla sua introduzione nella disciplina del Tribunale costituzionale federale.
Tra gli altri paesi europei con ordinamenti di tipo continentale, e dotati di organi di giustizia costituzionale analoghi al nostro, oltre alla Germania, anche la Spagna ammette il dissent, limitatamente ai giudici dei Tribunali costituzionali. L’Austria lo ignora, così come la Francia, il cui Conseil Constitutionnel è però solo parzialmente ed approssimativamente paragonabile alla nostra Corte Costituzionale. L’opinione dissenziente era prevista anche dalla originaria costituzione jugoslava.
Fra i Tribunali internazionali, l’uso delle opinioni dissenzienti vige presso la Corte internazionale di giustizia e presso la Corte Europea dei diritti dell’uomo, ma non presso la Corte di giustizia delle Comunità Europee.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Il presente lavoro intende richiamare ed approfondire il tema dell’opinione dissenziente. Questa, all’interno del processo decisionale del giudice collegiale, rappresenta un elemento di grande democrazia, tuttavia sinora disatteso dal nostro ordinamento. Le osservazioni in tema di opinione dissenziente sono per lo più formulate in relazione alle decisioni della Corte Costituzionale, ma possono ben riferirsi, il più delle volte, anche alla Corte di Cassazione penale, se non ad ogni giudice penale in composizione collegiale. Per capire il modello di cui si tratterà, è importante assumere come riferimento la disciplina applicata dai giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti, secondo la quale la formazione della sentenza mediante un complesso di opinions è riservata ai casi più importanti. L’opinione della maggioranza è redatta dal presidente, o da altro giudice dallo stesso eventualmente nominato fra coloro che hanno costituito la maggioranza (sempre che il presidente abbia fatto parte della maggioranza stessa) e le altre opinioni – concorrenti o dissenzienti – sono redatte facoltativamente da altri giudici, secondo una serie di regole procedurali e di norme di correttezza ben precise. L’illuminante lettura dell’opera di Bob Woodward e Scott Armstrong, The brethren inside the Supreme court, evidenzia come vi siano diverse differenze tra il decision-making process della Corte statunitense e quello della nostra Corte costituzionale: qui l’elemento preponderante è, almeno nelle indicazioni legislative, la collegialità. Tale rilievo se è valido in relazione alle decisioni della Corte costituzionale, lo è a maggior ragione se riferito all’operato della Cassazione penale. 1

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Il miglior software antiplagio

L'unico servizio antiplagio competitivo nel prezzo che garantisce l'aiuto della nostra redazione nel controllo dei risultati.
Analisi sicura e anonima al 100%!
Ottieni un Certificato Antiplagio dopo la valutazione.

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Palumbo
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Diritto processuale penale interno, internazionale e comparato
Anno: 2006
Docente/Relatore: Sergio Lorusso
Istituito da: Università degli Studi di Foggia
Dipartimento: Diritto pubblico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l’utente che consulta la tesi volesse citarne alcune parti, dovrà inserire correttamente la fonte, come si cita un qualsiasi altro testo di riferimento bibliografico.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

giudici collegiali
giudici dissenzienti
giudici processi

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi