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Basilea 2, rischi e opportunità per l'imprese italiane. Il contributo positivo della riforma societaria.

La tesi si concentra sui rischi/opportunità che riguarderanno le imprese italiane a seguito dell'implementazione della nuova regolamentazione nota come Accordo di Basilea 2.
Dopo aver fatto una panoramica del tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzato dalla presenza capillare di PMI, ho descritto minuziosamente le caratteristiche operative della Nuova Disciplina soffermandomi sull'importanza del rating, in particolare del rating interno.
Nel terzo capitolo ho descritto quelli che potranno essere gli effetti del Nuovo Accordo in Italia, tenendo presente le peculiarità del sistema Italia cosi' come descritto nel capitolo 1. A supporto di tale analisi ho integrato riportando alcuni studi come quello di Unioncamere e quello di PriceWaterHouse.
Nel quarto capitolo ho voluto evidenziare come in realtà la riforma del Diritto Societario abbia introdotto delle novità che potrebbero smorzare eventuali effetti penalizzanti soprattutto per le PMI.
Nel quinto capitolo, infine, ho analizzato scientificamente la situazione italiana. Sviluppando un modello di scoring, ho calcolato il rating per i vari settori dell'ecenomia italiana, usufruendo dei dati cumulati di Mediobanca. In questo modo ho evidenziato quei settori maggiormente a rischio con l'entrata in vigore delle nuove regole.

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6 INTRODUZIONE Numerosi cambiamenti stanno interessando le società italiane: accordi internazionali e riforme normative interne incidono profondamente sull’assetto finanziario delle stesse. In particolare, il nuovo Accordo di Basilea sul capitale della Banche, noto come “Basilea 2”, influendo sulla politica di concessione del credito da parte degli istituti bancari, è destinato a conferire una veste diversa al rapporto tra banche e aziende. Sono previsti, infatti, nuovi criteri di accesso ai finanziamenti che si basano su un sistema di rating, che consiste nel classificare le imprese secondo la probabilità d’insolvenza e, conseguentemente, attribuire alle stesse il corrispondente livello di rischio. Tale livello di rischio è, pertanto, determinante, giacché quanto più elevato risulta il suo valore, tanto minore potrebbe essere l’importo del credito ottenibile e tanto maggiore il relativo costo. Sorge, dunque, la necessità di dotare le società di una struttura finanziaria e patrimoniale che permetta di ottenere un rating ottimale cercando, soprattutto, di incrementare i mezzi propri e di ridurre quelli di terzi. Discorso, questo, particolarmente delicato se riferito al tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzato prevalentemente da imprese di piccole e medie dimensioni, le cui peculiarità negative si riscontrano, soprattutto, in elevati livelli di sottocapitalizzazione e in una inefficiente struttura economico – finanziaria. Elementi che contribuiscono ad innalzarne il livello di rischiosità e che le rendono maggiormente esposte alla “rigidità” introdotta dalla nuova disciplina sul patrimonio di vigilanza degli Istituti di Credito. Un valido contributo al miglioramento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese italiane è costituito dai molteplici strumenti che la

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Salvatore Romeo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4246 click dal 13/03/2007.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.