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Terrorismo islamico e media nel XXI esimo secolo

Informazioni tesi

  Autore: Marco Giuliani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Comunicazione istituzionale e d'impresa
  Corso: Comunicazione istituzionale e d'impresa
  Relatore: Enrico Caniglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107


Il terrorismo è, dopo la guerra, la forma di violenza politica più importante. Il terrorismo ha raggiunto l’apice della sua triste fama l’11 settembre 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle. Dopo questa data il mondo ha conosciuto in diretta televisiva un nuovo tipo di terrorismo: fondamentalista, islamico, jihadista; termini utilizzati per indicare il terrorismo religioso a matrice islamica. Da quel giorno nuovi personaggi si affacciarono prepotentemente nella storia mondiale, nuovi termini, fino ad allora sconosciuti, iniziarono ad essere utilizzati frequentemente dai mass-media.
In questo elaborato l’attenzione verterà sul terrorismo religioso e in particolare su quello di matrice islamica, di cui si analizzerà l’ideologia e le motivazioni all’agire.
Questo lavoro in seguito, prenderà in esame il gruppo terroristico di Al Qaeda, primo vero esempio di iperterrorismo. L’iperterrorismo è un tipo di terrorismo globale in quanto non colpisce un singolo territorio ma minaccia il mondo intero attaccando ovunque e in qualsiasi momento ed è in questo caso religioso perché è di matrice islamica. Al Qaeda è un gruppo terroristico moderno poichè utilizza telefoni cellulari, computer portatili, siti internet, e inoltre ha capito che le nuove guerre sono scontri spettacolari in cui la diffusione delle immagini da parte dei media è una strategia centrale .
Nel secondo capitolo verrà preso in esame il rapporto tra terrorismo e comunicazione per capire qual è stato il ruolo giocato dai media nelle varie strategie comunicative organizzate da Bin Laden per terrorizzare il mondo a colpi di video messaggi trasmessi sull’emittente satellitare araba Al Jazeera. In seguito, dopo aver definito il cyberterrorismo ci si concentrerà sull’analisi dell’uso di internet da parte delle organizzazioni terroristiche islamiche.
Nel terzo capitolo si parlerà esclusivamente del network satellitare arabo Al Jazeera poiché ha giocato, e continua a farlo, un ruolo fondamentale nel far conoscere al mondo tutte le vicende legate ad Al Qaeda, Bin Laden e la Jihad Globale.
Nel quarto ed ultimo capitolo, verranno presi in considerazione gli effetti causati dai media e in particolar modo da Al Jazeera nel rapporto tra potere politico e opinione pubblica mondiale.

Capitolo I
1.1 Il concetto di terrorismo
Per un’esauriente trattazione dell’argomento in esame è necessario individuare preliminarmente una definizione del termine terrorismo. La questione della definizione di terrorismo, che fino ad oggi non ha trovato una soluzione definitiva, è tornato recentemente di attualità in seguito al dilagare del terrorismo islamico anche all'interno dei Paesi occidentali e alla individuazione in Italia di persone e gruppi organizzati, collegati ad organizzazioni, operanti all'estero, responsabili di crimini di natura terroristica. Individuare una definizione precisa ed esaustiva del concetto è impresa ardua, in quanto il fenomeno può realizzarsi secondo modalità estremamente diverse, in relazione sia alle ideologie che lo sottendono, ai territori in cui vengono realizzate le azioni terroristiche ed alle diverse questioni geopolitiche che attualmente caratterizzano la situazione internazionale . Non è semplice cogliere quali siano gli elementi che consentono di qualificare un determinato episodio come un atto di terrorismo.
La stessa percezione del fenomeno è non solo soggettiva (un atto può essere percepito da alcuni come tipica espressione di terrorismo, da altri come semplice forma di resistenza o protesta di natura politica), ma è anche mutevole a seconda del periodo storico e del contesto socio-politico al quale si fa riferimento, dei diversi orientamenti politici esistenti. Nel nostro ordinamento si è sviluppata una nozione di terrorismo di natura per così dire sociologica, secondo cui l’atto terroristico sarebbe un atto violento e intenzionale, rivolto contro un soggetto che ricopra una carica istituzionale o contro soggetti indeterminati, finalizzato a diffondere il terrore nella collettività e determinato da ragioni politiche, purché non destinato all'eversione dell'ordinamento democratico, vale a dire al sovvertimento delle istituzioni democratiche di uno Stato. A livello internazionale, sono numerosi gli strumenti elaborati al fine di contrastare il fenomeno del terrorismo, nell’ambito dei quali un ruolo centrale è rivestito dalla Convenzione europea per la repressione del terrorismo, adottata a Stasburgo in seno al Consiglio d'Europa il 27 gennaio 1977 , la quale può essere considerata come un primo approccio sistematico al problema.

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4 Introduzione Il terrorismo è, dopo la guerra, la forma di violenza politica più importante. Il terrorismo ha raggiunto l’apice della sua triste fama l’11 settembre 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle. Dopo questa data il mondo ha conosciuto in diretta televisiva un nuovo tipo di terrorismo: fondamentalista, islamico, jihadista; termini utilizzati per indicare il terrorismo religioso a matrice islamica. Da quel giorno nuovi personaggi si affacciarono prepotentemente nella storia mondiale, nuovi termini, fino ad allora sconosciuti, iniziarono ad essere utilizzati frequentemente dai mass-media. In questo elaborato l’attenzione verterà sul terrorismo religioso e in particolare su quello di matrice islamica, di cui si analizzerà l’ideologia e le motivazioni all’agire. Questo lavoro in seguito, prenderà in esame il gruppo terroristico di Al Qaeda, primo vero esempio di iperterrorismo. L’iperterrorismo è un tipo di terrorismo globale 1 in quanto non 1 De Luca R. Il terrore in casa nostra. Nuovi scenari per il terrorismo globale del ventunesimo secolo. Franco Angeli, Milano 2004

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