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La fortuna del mito di Orfeo ed Euridice

L’elemento dell’antica Grecia che permette al presente di tendere le braccia al passato è il mito. Raramente ci soffermiamo a notare quante volte esso entri nelle nostre case: tramite spots televisivi, opere teatrali, arti figurative e finanche dagli altoparlanti delle nostre radio. Tra le innumerevoli leggende ha pungolato la mia curiosità quella del mito di Orfeo ed Euridice. In questo mio lavoro prima di tutto ho cercato di spiegare cosa sia il mito. Le mie bussole letterarie per un viaggio tra i testi sono stati i versi di Virgilio e Ovidio. La tragedia di Orfeo è la tragedia dell’uomo e della civiltà. Tra l’uomo e l’ignoto c’è una barriera che determina l’impercettibile significato per l’uomo del mistero della vita e della morte. È noto che una narrazione integrale del mito di Orfeo non ci è rimasta da tempi anteriori a Ovidio e a Virgilio. Dalla letteratura latina antica sono giunta poi fino al Novecento di Cesare Pavese. Quello di Pavese non è il mito orfico nella sua versione originale, ma non mancano rimandi ai versi dei testi dei due poeti latini. Il mito di Orfeo ed Euridice torna nelle canzoni di due cantautori italiani contemporanei: Orfeo è infatti il titolo della canzone di Carmen Consoli, mentre Roberto Vecchioni sposta l’attenzione su Euridice. Ci sono differenze di approccio al racconto, tuttavia numerose sono le espressioni affini che scandiscono i momenti del mito antico.

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3 Introduzione Quando mi domandano che senso abbia oggi studiare ancora il mondo classico, conoscere il greco e il latino, imparare la storia antica, rispondo che io ci credo. Credo davvero, ora più che mai, che questo abbia un senso preciso: tutto quello che siamo, quello che pensiamo, quello che esprimiamo in ognuna delle forme d’arte che conosciamo, da quelle tradizionali come la letteratura e le arti figurative, fino al cinema e alla musica contemporanea, tutto, o quasi, viene da quel mondo. Forse potrebbe suonare retorico e anacronistico alle orecchie di qualcuno, ma noi, che all’ombra di questo enorme patrimonio ci siamo formati, ci crediamo davvero alla storia delle radici che affondano in quel mondo lontano, radici che lungi dall’essersi mai seccate, continuano anzi a darci nuova linfa vitale. Qual è la cosa più semplice, almeno all’apparenza, la prima cosa a cui un profano pensa quando sente parlare di Mondo antico? Con molta probabilità è il mondo degli dei e degli eroi, quel mondo ricchissimo dell’immaginario collettivo in cui protagonisti sono anzitutto gli dei, i quali a loro volta interagiscono con gli uomini. È il mondo del mito, proiezione di paure, speranze, illusioni dell’uomo, del suo bisogno di

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Nadia Minervini Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 17813 click dal 13/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.