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Esperienze di difesa con metodi biologici dell'uva da tavola dalle infezioni di Botrytis cinerea in post-raccolta

Tratta della possibilità d'impiego di lieviti provenienti dalla carposfera dell'uva da tavola "cv. ITALIA" in post-raccolta (celle di stoccaggio a temperature di frigoconservazione) contro infezioni provocate da Botrytis cinerea.

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1. Introduzione 1.1 Importanza della viticoltura da uva da tavola in Italia L'uva da tavola ricopre un ruolo primario tra le colture frutticole italiane con una produzione annua superiore a 15 milioni di quintali, destinata per oltre l'80% al consumo fresco in parti pressocchè uguale tra consumo interno ed esportazione (Fregoni e Cantù, 1996; Massignan et al, 1998). La coltivazione è presente in Italia per il 65- 70% in Puglia e Basilicata, per il 25% in Sicilia ed il resto in Abruzzo e Lazio. In Sicilia la coltura è diffusa prevalentemente nella zona di Canicattì e nella zona di Mazzarrone. La commercializzazione avviene attraverso una serie di passaggi che si succedono nel «circuito delle vendite», con aumento dei costi. L'uva confezionata può essere indirizzata sul mercato interno o avviata direttamente all'esportazione. Nel 1990 risultavano iscritti all'Albo Nazionale 1.491 esportatori di prodotti ortofrutticoli. Agli esportatori abituali va aggiunto l'elevato numero di esportatori con licenze temporanee, quindi esportatori improvvisati e con limitata professionalità. Nel 1987 (indagine ICE) su 2.050 ditte esportatrici abituali di prodotti ortofrutticoli, 1'84% realizzava un fatturato inferiore al miliardo di lire.

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Agostino Giannino Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2087 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.