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Il saggio di Hume ''On Suicide''

La tesi presenta il saggio On Suicide (Sul Suicidio) del filosofo scozzese David Hume - saggio la cui pubblicazione è stata inizialmente assai avversata, soprattutto dagli ambienti presbiteriani scozzesi - assieme ai suoi presupposti fisici e teoretici (i rapporti necessità-libertà e causa-effetto), al suo continuo confronto con Tommaso d'Aquino e la morale cristiana in generale, e al suo inserimento nel dibattito settecentesco sul suicidio. Vengono inoltre presentati un ideale, ulteriore parallelo tra Hume e Immanuel Kant (che si oppone alla moralità del suicidio da un punto di vista razionale, e non più metafisico teologico come nella posizione cristiana criticata nel saggio, sepur implicitamente, dallo scozzese), e le implicazioni bioetiche attuali di una eventuale ammissione morale del pensiero humiano sul suicidio e sulla eventuale disponibilità della vita umana.

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3 INTRODUZIONE La teoria più nota sulla pubblicazione postuma nel 1783 (dopo quella anonima nel 1777) del saggio On Suicide è quella secondo cui David Hume (1711-1776) avrebbe ricevuto da un amico (probabilmente Adam Smith) il consiglio di evitare la sua uscita, e quella del saggio sull’immortalità dell’anima, nel progettatto volume Five Dissertations (che poi, con l’esclusione dei due saggi e l’inclusione di un altro riguardante il gusto, divenne Four Dissertations). A motivare questo consiglio sarebbero state le pressioni (pare addirittura una minaccia di azione legale) che stavano compiendo contro Hume le autorità ecclesiastiche scozzesi 1 . C’è un’altra ipotesi: Hume avrebbe banalmente cambiato idea sulle teorie espresse nel saggio, oppure le avrebbe trovate deboli (oppure le considerava banali, poco interessanti), e quindi avrebbe deciso di non pubblicare lo scritto 2 . E’ da precisare, in primo luogo, che Hume era uno strenuo difensore della libertà di parola e di stampa: il ritiro del saggio sarebbe stato quindi un tradimento delle proprie posizioni pubbliche. In secondo luogo, i documenti che proverebbero i tentativi di bloccare la pubblicazione di On Suicide provengono tutti dagli ambienti ecclesiastici, cioè da quelli sotto accusa. Inoltre, The Natural History of Religion, seppur ritoccata, fu pubblicata lo stesso nonostante contenesse temi altrettanto esplosivi di quelli del saggio sul suicidio. Nelle lettere di David Hume ai suoi amici 3 , troviamo scritto, a proposito della pubblicazione, che egli intendeva vivere i suoi ultimi anni nella quiete; leggiamo anche che egli mandò inizialmente il saggio in stampa solo perché tre testi erano insufficienti a poter pubblicare un volume, ma che egli non aveva mai inteso far pubblicare il saggio sul suicidio. Sia il richiamo al quieto vivere che quello alla mai voluta pubblicazione sono elementi probanti, ma non definitivamente, rispetto alla prima o alla seconda tesi. 1 Cfr. Mossner, 1950, pp. 37-44, 52 e ss. (cit. in T.L. Beauchamp, An Analysis of Hume’s Essay on Suicide, “Review of Metaphysics”, 30, 1976, pp. 91-92 e note 27 e 28). 2 Cfr. Beauchamp, 1976, pp.92-95. 3 David Hume (a cura di J. Y. T. Greig), The Letters of David Hume, Clarendon Press, Oxford, 1932, pp. 5, 253, 319, 323, cit. in Beauchamp, 1976, pp. 93-94, note 29, 31, 35, 36.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Corrado Morricone Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.