Skip to content

L'impatto di Basilea 2 sul private equity

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Lanzara
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Stefano Caselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

La recente pubblicazione del Nuovo Accordo di Basilea è oggetto di particolare attenzione da parte di tutti gli operatori del mercato; è stato analizzato in molteplici aspetti e da differenti prospettive. Resta, tuttavia, dai contorni opachi l’impatto che quest’ultimo avrà sugli investimenti a titolo di capitale di rischio delle banche. Gli studi effettuati a livello comunitario conducono, difatti, a conclusioni opposte. Da un lato c’è chi sostiene che queste ultime, tramite investimenti di private equity, potranno rimediare ad eventuali fenomeni di credit crunch per le imprese; d’altro canto, i risultati degli studi d’impatto quantitativo evidenziano un forte innalzamento dei requisiti patrimoniali.
Il lavoro si inserisce in tale contesto analizzando l’impatto del Nuovo Accordo di Basilea, in termini di requisiti patrimoniali, sugli investimenti in private equity detenuti dalle banche al fine di comprendere, indirettamente, gli effetti su tale mercato nel contesto italiano. L’analisi dimostra che il timore di un eccessivo inasprimento dei requisiti patrimoniali con riguardo agli investimenti di private equity va, con riferimento alla realtà italiana, necessariamente ridimensionato. Il ruolo del private equity, potrà per contro godere, sotto determinate condizioni, di un ruolo rinnovato rappresentando un’alternativa appetibile per le banche rispetto all’investimento a titolo di debito.


CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
5 Introduzione La regolamentazione dell’attività creditizia in Italia si caratterizza ancora oggi per una netta separazione tra banca ed industria. Ciò è, principalmente, dovuto alla regolamentazione passata che imponeva la specializzazione delle banche per scadenze temporali, conferendo alcuni caratteri peculiari al nostro sistema finanziario: la rigida separazione tra breve termine e medio/lungo termine e il divieto per tutte le banche di assumere partecipazioni nel capitale di rischio delle aziende non finanziarie. La despecializzazione introdotta dal TUB, la deregolamentazione del settore finanziario e creditizio a livello internazionale, l’ampliamento dei fondi comuni e di quelli a finalità previdenziale ed, in generale, l’attenuazione delle barriere regolamentari costitute dopo la crisi degli anni Trenta, sono tutti fattori che hanno consentito un forte incremento delle iniziative di private equity. Nel tempo è aumentato difatti il peso delle partecipazioni bancarie nel capitale delle imprese, principalmente attraverso sottoscrizione di quote di fondi chiusi ovvero tramite strutture specializzate o investimenti diretti. Le Autorità di Vigilanza hanno risposto a tali cambiamenti privilegiando strumenti di vigilanza prudenziale, piuttosto che di vigilanza strutturale, e lasciando liberi gli intermediari di articolare le proprie scelte strategiche ed operative nel rispetto di alcuni vincoli, tra cui quello fondamentale della patrimonializzazione. Hanno promosso, inoltre, lo sviluppo di sistemi di risk management, incentivando gli intermediari a dotarsi di sistemi di controllo interni coerenti con la dimensione e tipologia dei rischi assunti, nonché di strumenti quantitativi tali da consentire di catturare il peculiare profilo di rischio associato alle esposizioni azionarie. La nuova proposta del Comitato di Basilea, che mira, in prima approssimazione, ad incrementare il capitale regolamentare assorbito dagli investimenti azionari nel banking book, e quindi dagli investimenti di private equity, per riflettere la maggiore rischiosità di tali investimenti, ha sollevato un’ondata di polemiche in quanto tali requisiti sono stati ritenuti eccessivi e mal calibrati. La normativa europea, con l’emanazione della Direttiva 2006/48/CE del 14 Giugno 2006 (meglio nota come CDR III), ha parzialmente attenuato, sotto determinate condizioni, l’aggravio di capitale con riferimento a tali esposizioni.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi