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Il Cliente Immigrato: il caso Angelo Costa

Il primo accesso nell’Im-Mercato da parte dell’immigrato è rappresentato dalle rimesse. Gli ingenti flussi di rimesse monetarie in partenza dall’Italia negli ultimi anni (circa 2,5 miliardi di euro nel 2004) inducono una prima modificazione nella percezione dell’immigrato: non è più solo “uno straccione in cerca di lavoro” ma un lavoratore che guadagna e dispone di denaro da spendere, alla stregua di chiunque altro. Secondo importanti teorie sociali l’invio delle rimesse è la principale spesa dell’immigrato “Temporaneo” (o in una prima fase del progetto migratorio), ma mentre l’immigrato avanza nel processo d’integrazione, diminuisce l’invio delle rimesse ed aumenta l’acquisto di prodotti di consumo nel paese d’immigrazione. Ma questo processo non avviene automaticamente e, particolarmente nel caso italiano, (a causa della sua “implicita” politica d’immigrazione) abbiamo una resistenza dell’immigrato nel suo naturale processo d’integrazione e quindi nell’investire in consumi nel paese ospitante. Di conseguenza l’Im-Mercato elabora una strategia per integrare l’immigrato e dirottare così i suoi risparmi sempre più sul consumo nel luogo d’immigrazione piuttosto che sulle rimesse, considerate il frutto di un legame ancora forte con la sua patria.
Per far ciò utilizza la stampa etnica che non è più solo uno strumento d’espressione comunitaria ; quest’ultima infatti attraverso i suoi servizi di assistenza e consulenza sulle problematiche relative all’immigrazione favorisce l’inserimento dell’immigrato e nel contempo, attraverso la pubblicità da essa veicolata, incrementa il consumo di prodotti e servizi rivolti a questi ultimi. Il mercato finalizza prodotti editoriali ed informativi su argomenti d’interesse dell’immigrato (come il permesso di soggiorno, il decreto flussi, la richiesta di patente) all’acquisizione di un nuova fetta di mercato che le più recenti ricerche considerano un Target Extra potenzialmente superiore al cliente autoctono ed oggi più che mai indispensabile alla nostra economia di mercato.
Il mercato si dimostra così, in ultima istanza, determinante nel favorire l’immigrato nel tortuoso cammino d’integrazione e spesso supplente, con i suoi servizi informativi sulle norme in tema d’immigrazione, alle stesse istituzioni statali e regionali preposte. Questo processo d’integrazione funzionale al mercato, in Italia è esemplificato dall’operato della società Angelo Costa, che rappresenta il caso di studio preso in esame nella seconda parte della tesi.
La società Angelo Costa, partendo dal suo core business, l’ invio di rimesse tramite Western Union, ha riconosciuto per primo in Italia le potenzialità economiche della clientela immigrata ed in funzione di ciò ha diversificato la sua attività secondo le esigenze di questa nuovo soggetto.
Così crea la società “Stranieri in Italia” nata con l’ obbiettivo di informare gli immigrati sulle questioni che riguardano la loro condizione, come il permesso di soggiorno, i decreti flussi, il rilascio di documenti, l’assistenza sanitaria….
Il primo frutto di questa società, nata nel 2000, è il vademecum sull’ immigrazione, un libello in più lingue, che raccoglie e spiega tutte le leggi in tema d’ immigrazione con un linguaggio semplice e comprensibile per chi è appena giunto nel belpaese. Stranieri in Italia diventa anche editore e crea varie testate etniche rivolte alle diverse comunità di immigrati presenti in Italia con il fine, questa volta, di informarli anche su cronaca, politica ed eventi del paese d’ immigrazione e di origine. Questi giornali svolgono un ruolo chiave per l’integrazione dell’ immigrato poiché vengono distribuiti nei medesimi luoghi dove gli immigrati, si recano per inviare le rimesse a casa, agendo così, proprio sui soggetti più legati al paese d’appartenenza. Ovviamente la Angelo Costa non fa beneficenza, ed utilizza queste fonti di informazione per pubblicizzare (attraverso la sua concessionaria pubblicitaria “Etnocomunication” ) tutta una serie di prodotti/servizi rivolti alla clientela immigrata che vanno dai piani tariffari per l’ estero di Telecomitalia e Wind, alle assicurazioni sulla vita con rimpatrio della salma fino alle nuove carte di credito prepagate ed ai primi conti correnti bancari per stranieri.

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I Introduzione Questa tesi è nata dalla volontà di esplorare il campo della stampa etnica, per valutare se e in quale misura queste pubblicazioni, espressioni dell’identità comunitaria, favorissero l’integrazione dell’immigrato nella società ospitante. Osservando le varie pubblicazioni etniche nazionali, è stato inevitabile non soffermarsi su 20 di queste (la quasi totalità del campione osservato) che si distinguevano dalle altre per la omogeneità della edizione (carta, formato e grafica), per la medesima distribuzione su tutto il territorio nazionale (punti Western Union ed alcune edicole), per la durata di pubblicazione, vicina o superiore all’anno e per gli importanti inserzionisti pubblicitari nelle loro pagine. Queste testate ad una più attenta analisi sono risultate tutte riconducibili ad un unico soggetto: la società editrice Stranieri in Italia del gruppo Angelo Costa. Alcune testate sono edite direttamente dalle edizioni Stranieri in Italia, altre, invece ne sono solo distribuite ma tutte hanno come agenzia pubblicitaria la ISI Etnocomunication (sempre del gruppo Angelo Costa). Lo stesso operatore economico è risultato essere anche il primo agente italiano della Western Union, agenzia americana specializzata nei money transfer, e proprietario del marchio ISI, un franchising di centri servizi specifici per gli immigrati. A tal punto si è fatta strada nella mia mente l’idea che, considerata la situazione dei media etnici italiani, era possibile leggere questi ultimi più che come espressione delle singole comunità straniere, un mezzo atto ad acquisire, attraverso l’offerta pubblicitaria di prodotti e servizi, la nuova “clientela immigrata”. Pertanto il mio punto di osservazione si è spostato dai media (diventati solo una parte del fenomeno osservato) al nuovo “mercato d’immigrazione” che d’ora in poi chiameremo Im-Mercato. Tutto comincia dall’osservazione degli importanti flussi monetari inviati tramite le rimesse. L’Im-Mercato, considerata l’enorme quantità di denaro inviata tramite le rimesse, riconosce nell’immigrato, non più solo un individuo al quale offrire lavoro bensì un “cliente” al quale offrire una serie di prodotti e servizi. L’immigrato “Temporaneo”, come avremo modo di vedere, spende una minima

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Emiliano Pappacena Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.