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Lo sviluppo dei fondi speculativi in Italia

La tesi ha avuto per oggetto il progressivo inserimento nel nostro paese dei fondi "hedge". Partendo dal decreto lgs. 228/1999, con il quale il legislatore italiano ha aperto il mercato nazionale a questo tipo di fondi, si è analizzato, nella prima parte, la crescita dell'industria nazionale. nella seconda parte, la più innovativa, esamina le caratteristiche di performance e rischio di questa categoria di fondi rispetto agli investimenti tradizionali. Nella terza parte vengono evidenziate le strategie d'investimento implementate dai gestori. infine vi è un capitolo dedicato alla due diligence che un investitore oculato deve porre in essere prima di investire e si chiude con un capitolo di considerazioni finali.

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I Introduzione Con l’emanazione del decreto del ministero del tesoro n. 228 del 1999, e del regolamento attuativo di bankitalia, l’Italia è stato il primo paese in Eu- ropa a regolamentare la nascita di un’industria nazionale dei fondi hedge, permettendo ai gestori di tale industria la più ampia libertà di manovra su tutti i mercati. Nonostante ciò bisognerà attendere il 2001 perché anche in Italia gli operatori nazionali decidessero di dar vita a tale tipo di fondi. I motivi di questo ritardo sono essenzialmente riconducibili ad alcune situa- zioni tipiche del sistema finanziario italiano. Innanzitutto in Italia mancano istituti bancari e altre istituzioni finanziarie che svolgono servizi di prime brokerage come quelli svolti dagli istituti di credito americani, svizzeri o dei paesi off shore. In secondo luogo le alte soglie d’ingresso, previste inizialmente in 1 milione di euro, hanno ridotto la domanda di tali fondi ad un numero ristretto di persone in possesso di grosse disponibilità finanziarie (c.d. high net worth individuals). Infine bi- sogna menzionare il fatto che in Italia l’accesso a tali fondi da parte degli investitori istituzionali come i rami vita delle compagnie di assicurazione, fondi pensione o i normali fondi comuni d’investimento era osteggiata da- gli organi di vigilanza, come l’ISVAP o la Banca d’Italia. Questo insieme di situazioni ha fatto sì che la nascita dell’industria italiana dei fondi speculativi fosse stentata. Negli anni successivi, e tutt’oggi, si sta avendo un ripensamento, facilitan- do l’accesso a questo tipo d’investimento. Innanzitutto nel 2003 è stata ab- bassata la soglia d’ingresso a 500 mila euro e poi le istituzioni di vigilanza stanno avendo un ripensamento permettendo ad investitori istituzionali, che

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Domenico Aversano Contatta »

Composta da 285 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3728 click dal 28/03/2007.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.