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Identità migranti di seconda generazione nell'Inghilterra contemporanea: letteratura e cinema

Migrare oggi non è solo spostarsi fisicamente. È il migrare delle culture nelle altre culture, senza sintesi o certezze assicurate. È il migrare di chi non si muove dalla propria terra e forse neanche sa ben identificarla. È il migrare di identità, in perenne bilico tra presente e passato, alla ricerca del futuro.
In Inghilterra, i cosiddetti migranti di seconda generazione non solo vivono quotidianamente tra doppie assimilazioni e doppi rifiuti ma operano anche scelte che, al di là dell’essere giuste o sbagliate, riportano in primo piano le problematiche globali, anzi glocali, di consapevolezza, appartenenza, costruzione e incessante ricostruzione di significati. Attraverso il loro punto di vista e di vita, è possibile comprendere concretamente la tensione esistente tra globalismo e localismo, soprattutto a livello di definizione della loro identità e del loro essere in bilico tra il passato rappresentato dalla famiglia di origine e il presente costituito dallo stile di vita inglese.

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4 Introduzione It ain’t about tea and biscuits. I’m one of those English misfits. I don’t drink tea I drink spirits, and I talk a lot of slang in my lyrics. Lady Sovereign, rapper Britain, therefore, cannot be considered an autochthonous society of True-Born Englishmen. Mark Stein, critico La fine del secolo e l’inizio del nuovo millennio ci hanno abituato agli ossimori, alla coesistenza degli opposti, alle tesi e antitesi che non sempre si sciolgono nel rassicurante abbraccio di una sintesi. La ricerca di verità oggettive, pure e semplici da spiegare deve di continuo riconsiderare i propri confini e limiti di fronte all’incessante incrocio e meticciato di stili, forme, civiltà, culture e tradizioni. L’efficienza degli specialismi nell’aprire crepe in saperi troppi istituiti non basta a cancellare l’efficacia di alcune figure emblema di una scienza universale e onnicomprensiva. Il senso della vita si recupera nella riscoperta delle origini, ma la loro auspicata stabilizzazione grafica in un albero genealogico lineare si scontra con l’intreccio di radici restituito da famiglie sempre più allargate, sia spazialmente sia temporalmente. In una società che ci hanno abituato a chiamare glocale, come se l’unione dei termini “globale” e “locale” potesse rendere il tutto meno complicato, domande esistenziali quali chi siamo? e da dove veniamo? potrebbero perdere il significato originario, ma ritrovarne uno nuovo e ancora più originale. Nel Novecento, imponenti flussi migratori, voluti e costretti, hanno contribuito alla trasformazione delle società esistenti e alla creazione di civiltà sempre più complesse e connesse tra di loro. Oggi, grazie all’abbattimento dei costi e dei tempi dei trasporti reali e non solo virtuali e grazie alla continua mobilità di persone oltre che di capitali, la conoscenza e l’esperienza di luoghi e culture anche diverse da quelle natie non è più solo un privilegio di pochi, con tutti gli effetti positivi immaginabili a livello di distruzione di vecchi e perturbanti stereotipi. In un futuro non troppo lontano, la maggior parte dei nuovi

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Gisella Famà Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.