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L'antifascismo di Aldo Capitini nel periodo storico dal 1931 al 1943

Il ruolo di Capitini nell’antifascismo e la profetica attualità del suo messaggio pongono la questione di uno studio approfondito della sua opposizione (pensiero e attività) durante il periodo della dittatura fascista e di una riconsiderazione (o meglio: presa in considerazione) dell’importanza avuta da una personalità di primo piano dell’antifascismo italiano, quale è stata Aldo Capitini.

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3 Introduzione Della vicenda umana ed intellettuale di Aldo Capitini, quasi del tutto trascurata è l’opposizione al regime fascista, che egli stesso individua nello scritto autobiografico Antifascismo tra i giovani svoltasi tra il 1931 e il 1943. E’ infatti nel 1931 che Capitini approfondisce le ragioni del dissenso, e comincia l’opera di coscientizzazione e di diffusione di scritti, in questo primo periodo nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Nel 1943 si può indicare il termine del periodo dell’opposizione al Regime: Perugia viene liberata e Capitini scrive La realtà di tutti, completando quella che definirà la “tetralogia antifascista”. Nel primo capitolo del presente lavoro viene preso in esame il periodo storico dal 1929 al 1933, quando matura il distacco e l’avversione alla politica del Regime, all’interno della Normale. L’esperienza della Conciliazione segna per Capitini e Baglietto, suo compagno di speculazione, il distacco definitivo dalla religione tradizionale ed istituzionale e la disillusione che la Chiesa cattolica possa farsi interprete della necessità di una riforma religiosa e morale in Italia. I due compagni cominciano una ricerca filosofico-religiosa che li porta a scoprire l’insegnamento di Gandhi: la via della nonviolenza che passa per la nonmenzogna, la nonuccisione e la noncollaborazione col male e che li porterà entrambi ad uno strappo definitivo anche con il regime fascista. E’ infatti nel 1933 che Capitini è costretto a far ritorno a Perugia, dimissionato da Gentile per aver rifiutato di iscriversi al Partito Nazionale Fascista. Il secondo capitolo si riferisce al decennio 1933-1943, nel quale l’antifascismo, prima di carattere essenzialmente etico-religioso, ora trova sviluppi anche nel campo della politica. Capitini comincia un instancabile lavoro di suscitamento e di collegamento tra i vari “centri di antifascismo” (che venivano costituendosi nelle principali città italiane), compiendo numerosissimi viaggi e svolgendo opera di propaganda soprattutto verso i giovani. Nel 1937 Laterza pubblicherà

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Enrico Bartolomei Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.