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Rotenone nell'olivicoltura biologica: possibili implicazioni nella malattia di Parkinson

Nell’ultimo decennio, l’aumento del consumo di oli ottenuti da oliveti a conduzione biologica, ha contribuito al consolidamento della convinzione che tali prodotti fossero, in un certo senso, garanzia di alimentazione genuina e sicura.
Alcuni controlli effettuati su campioni di olive da olio trattate con un fitofarmaco di origine naturale, il rotenone, mostrano il superamento di residui massimi accettabili, non sul frutto come normativa prevede, bensì sul prodotto finito, che è l’olio.
Contemporaneamente uno studio sperimentale effettuato su ratti, che utilizza un modello di intossicazione cronica, ha dimostrato che questi, dopo esposizione sistemica al rotenone, hanno sviluppato una lesione progressiva e molto selettiva del sistema dopaminergico nigrostriatale, sviluppando un fenotipo clinico caratterizzato da riduzione del movimento, postura in flessione e rigidità (Betarbet et al., 2000) riconducibile ad una sintomatologia simile alla malattia di Parkinson.

I dati sperimentali analizzati ed elaborati, appartengono all'Ente di Ricerca nel quale il lavoro è stato condotto. Si ringrazia l'Università della Calabria ed in particolare il Prof. G. Sindona. Inoltre un particolare ringraziamento va al prof. N.B. Mercuri, Professore Associato di Neurologia -Dipartimento di Neuroscienze Università di Roma Tor Vergata e al dr. Luca Sebastianelli specializzando in Neurologia al PTV, senza i quali questo lavoro non sarebbe stato mai realizzato.

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Introduzione _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ Rotenone in olivicoltura biologica: possibili implicazioni nella malattia di Parkinson - 1 - Introduzione Nell’ultimo decennio, l’aumento del consumo di oli ottenuti da oliveti a conduzione biologica, ha contribuito al consolidamento della convinzione che tali prodotti fossero, in un certo senso, garanzia di alimentazione genuina e sicura. Probabilmente tale idea nasce un po’per la mentalità ecologica-naturalista, volta alla riduzione dell’impatto ambientale, un po’ per il fatto che i prodotti per la difesa fitosanitaia dell’olivo, usati ed ammessi in olivicoltura biologica, diano la sensazione di essere più sicuri rispetto a quelli di sintesi. Tuttavia, non si può trascurare il pericolo derivante da un'acritica accettazione di tutto ciò che è naturale, o supposto tale, e che vede nei prodotti fitosanitari naturali, una garanzia assoluta di atossicità. Alcune sostanze d’origine naturale, infatti, dotate di potente attività farmacologica, come il safrolo, un componente ricavato dalle radici e dal legno della pianta denominata “Sassafras officinalis”, era impiegato in passato come depurativo del sangue, ma attualmente riconosciuto cancerogeno (Guenthner, 2001). Alcuni controlli effettuati su campioni di olive da olio trattate con un fitofarmaco di origine naturale, il rotenone, mostrano il superamento di residui massimi accettabili, non sul frutto come normativa prevede, bensì sul prodotto finito, che è l’olio. Contemporaneamente uno studio sperimentale effettuato su ratti,che utilizza un modello di intossicazione cronica, ha dimostrato che questi, dopo esposizione sistemica al rotenone, hanno sviluppato una lesione progressiva e molto selettiva del sistema dopaminergico nigrostriatale, sviluppando un fenotipo

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Teresa Casacchia Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2164 click dal 04/04/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.